Il Decreto Legge n. 33 del 18 marzo 2026, noto come Decreto Caro Carburanti, introduce un pacchetto di misure straordinarie per contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti e i fenomeni speculativi. Il provvedimento prevede un taglio temporaneo delle accise e, soprattutto, un credito d’imposta da 100 milioni di euro destinato alle imprese di autotrasporto, oltre a interventi specifici per il settore della pesca.

Cos’è il DL 33/2026 e perché è stato varato

Il decreto risponde all’aumento dei prezzi del gasolio e della benzina registrato nei primi mesi del 2026. Con un duplice obiettivo — alleggerire l’impatto sui consumatori e tutelare i settori produttivi più esposti, come autotrasporto e pesca — il governo ha messo in campo strumenti immediatamente operativi senza appesantire la pubblica amministrazione di nuove pratiche burocratiche.

Taglio delle accise dall’8 aprile al 1° maggio 2026

La prima misura è il taglio temporaneo delle accise sui principali carburanti per il periodo compreso fra l’8 aprile e il 1° maggio 2026. La riduzione si applica automaticamente: nessuna domanda da presentare, lo sconto è ribaltato direttamente sul prezzo praticato dal distributore. Si tratta di un intervento orizzontale che riduce immediatamente la spesa di famiglie, imprese e operatori professionali.

Credito d’imposta per le imprese di autotrasporto

Il cuore del decreto è il credito d’imposta straordinario per le imprese di autotrasporto, introdotto per compensare la maggior spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto al prezzo di riferimento di febbraio 2026.

Chi può beneficiarne

Possono accedere al credito le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia che esercitano attività di trasporto, regolarmente iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi. Sono incluse anche le imprese del settore pesca con specifiche modalità.

Come si calcola il credito

Il credito è pari alla maggiore spesa per l’acquisto di gasolio utilizzato come carburante, calcolata rispetto al prezzo medio rilevato a febbraio 2026 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Per gestire la forte variabilità dei prezzi, fino al 30 giugno 2026 l’aggiornamento del costo del gasolio è effettuato su base mensile, garantendo un parametro di confronto sempre aggiornato.

Dotazione finanziaria

Lo stanziamento complessivo per il 2026 ammonta a 100 milioni di euro, ripartiti tra autotrasporto e pesca secondo i criteri definiti dal decreto attuativo.

Come utilizzare il credito in F24

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, con presentazione attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Il termine ultimo di utilizzo è il 31 dicembre 2026. Sono previsti vantaggi fiscali aggiuntivi: il credito non concorre alla formazione del reddito d’impresa, non rientra nella base imponibile IRAP e non è soggetto ai limiti ordinari di compensazione fissati dalla normativa vigente.

Misure complementari per il settore pesca

Il decreto destina una quota dello stanziamento alle imprese di pesca, riconoscendo il forte impatto del costo del carburante sull’attività dei pescherecci. Anche in questo caso il meccanismo prevede un credito d’imposta proporzionale alla maggior spesa sostenuta, con modalità di accesso semplificate. Le imprese del settore possono valutare anche il bando ISI INAIL 2026 per investimenti in sicurezza dei mezzi.

Cosa fare adesso

Le imprese di autotrasporto e pesca devono conservare con cura le fatture relative agli acquisti di gasolio dei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, in quanto saranno la base documentale per il calcolo del credito. È inoltre opportuno verificare il prezzo di riferimento mensile pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e, per chi sta valutando investimenti più ampi in macchinari e mezzi, considerare anche il credito d’imposta Transizione 5.0 al 89,77% e dotarsi di un foglio di calcolo per quantificare con precisione l’agevolazione spettante.

Per maggiori informazioni e consultare il testo del decreto, è possibile visitare il sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o il portale della Gazzetta Ufficiale.

Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni e gli aggiornamenti sui siti ufficiali del MIT, del MEF e dell’Agenzia delle Entrate prima di procedere.