Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha deliberato, nella seduta del 19 marzo 2026, un pacchetto di operazioni per un valore complessivo di circa 2,3 miliardi di euro. La delibera riguarda tre ambiti strategici: il sostegno alle imprese italiane con particolare focus sulle piccole e medie imprese, l’ammodernamento delle reti energetiche nazionali e lo sviluppo di iniziative di cooperazione internazionale nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa.
Si tratta di una delle delibere più significative del 2026 per il sistema creditizio italiano, arrivata in un momento in cui le incertezze geopolitiche internazionali e i nuovi dazi commerciali rischiano di comprimere la crescita economica europea e italiana. La CDP si conferma ancora una volta come strumento fondamentale di politica economica e industriale.
Cos’è la Cassa Depositi e Prestiti e Perché è Strategica per le PMI
La Cassa Depositi e Prestiti è l’istituto finanziario pubblico italiano che raccoglie il risparmio postale degli italiani — circa 430 miliardi di euro — e lo impiega per finanziare lo sviluppo del Paese. È uno degli attori finanziari più importanti d’Europa: nel 2025 ha erogato finanziamenti per oltre 30 miliardi di euro, sostenendo infrastrutture, enti locali, esportatori e imprese di ogni dimensione.
Il modello di intervento della CDP per le imprese si articola principalmente attraverso plafond di liquidità messi a disposizione delle banche convenzionate, che li utilizzano per erogare finanziamenti a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato. Tra le banche tradizionalmente convenzionate con CDP per i finanziamenti alle PMI figurano i principali istituti italiani: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, BPER, MedioCredito Centrale, Cassa Rurale e numerose banche cooperative e di credito locale. Questo significa che le PMI possono accedere alle risorse CDP attraverso la propria banca di riferimento, senza dover contattare direttamente la Cassa.
La delibera del 19 marzo 2026 assume un’importanza particolare perché arriva in un contesto di grande incertezza internazionale: la BCE ha appena deciso di mantenere i tassi fermi al 2%, i dazi americani creano turbolenze sui mercati globali e il credito bancario rimane selettivo nonostante il ciclo di allentamento monetario. In questo scenario, CDP rappresenta un ammortizzatore essenziale per l’economia reale.
Il Focus sulle PMI: Agevolare l’Accesso al Credito con Attenzione al Mezzogiorno
La porzione più rilevante del pacchetto da 2,3 miliardi è destinata a favorire l’accesso al credito delle aziende italiane, con una priorità dichiarata per le imprese di minori dimensioni e per quelle localizzate nel Mezzogiorno. L’obiettivo è doppio: sostenerne la crescita nel breve termine e rafforzarne la competitività strutturale nel medio-lungo periodo.
Per le PMI del Sud Italia, la CDP prevede condizioni ancora più favorevoli rispetto alla media nazionale, in linea con la strategia nazionale di riduzione del divario territoriale. Le imprese localizzate nelle regioni della ZES Unica (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) possono potenzialmente cumulare il finanziamento CDP con il credito d’imposta ZES Unica 2026, che vale fino al 70% delle spese per nuovi investimenti in beni strumentali nelle aree di Taranto e Sulcis. La combinazione tra costo del denaro ridotto grazie alla provvista CDP e abbattimento fiscale diretto grazie alla ZES può rendere l’investimento straordinariamente conveniente.
Le tipologie di finanziamenti CDP tipicamente accessibili alle PMI attraverso le banche convenzionate includono:
- Finanziamenti per investimenti produttivi: acquisto di macchinari, ampliamento degli impianti, digitalizzazione e innovazione tecnologica
- Finanziamenti per liquidità: sostegno al capitale circolante nei momenti di tensione finanziaria
- Finanziamenti per l’internazionalizzazione: supporto alle PMI che vogliono espandersi sui mercati esteri
- Finanziamenti per la transizione energetica: investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili
Grandi Aziende e Ricerca: Innovazione Come Priorità
Il pacchetto deliberato dal CdA CDP include anche il supporto a progetti di innovazione e ricerca promossi da grandi imprese italiane. Questo filone si inserisce nella strategia CDP di potenziare la competitività dell’industria nazionale nei settori ad alta intensità tecnologica: mobilità elettrica, difesa e aerospazio, biotecnologie, energia rinnovabile e intelligenza artificiale applicata all’industria.
Gli interventi per le grandi aziende avvengono sia attraverso finanziamenti diretti a medio-lungo termine sia attraverso la partecipazione al capitale (equity), in sinergia con CDP Venture Capital SGR, che gestisce i fondi di venture capital dedicati alle startup e alle scale-up tecnologiche italiane. Nel 2025, CDP Venture Capital ha co-investito in oltre 25 operazioni, mobilitando circa 450 milioni di capitali privati a leva.
Infrastrutture Energetiche: Modernizzare le Reti per la Transizione
Una quota significativa del pacchetto da 2,3 miliardi è destinata all’ammodernamento delle reti energetiche italiane. L’Italia deve investire ingenti risorse nelle infrastrutture di distribuzione e trasmissione dell’energia per gestire la crescente quota di fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale e ridurre la vulnerabilità agli shock energetici.
Gli interventi deliberati da CDP puntano a favorire:
- Modernizzazione delle reti di distribuzione dell’energia elettrica: reti più intelligenti (smart grid) capaci di gestire flussi bidirezionali di energia, essenziali per l’integrazione dei pannelli fotovoltaici domestici e aziendali
- Sviluppo di nuove infrastrutture per il trasporto dell’energia da fonti rinnovabili dalle aree di produzione ai centri di consumo
- Efficientamento energetico delle reti di distribuzione del gas, con riduzione delle perdite tecniche e dei costi di trasmissione
Gli investimenti avvengono in collaborazione con player finanziari nazionali, inclusi i principali fondi infrastrutturali italiani. La BCE stima che la transizione energetica europea richiederà investimenti annui nell’ordine di 600-700 miliardi di euro fino al 2030: la delibera CDP si inserisce in questo macro-contesto di esigenza sistemica di rinnovamento infrastrutturale.
Piano Mattei: CDP Come Motore della Cooperazione con l’Africa
Il terzo pilastro del pacchetto riguarda la cooperazione internazionale, specificamente nell’ambito del Piano Mattei, la strategia del Governo Meloni per lo sviluppo sostenibile del continente africano. CDP ha una tradizione consolidata nell’erogazione di crediti di aiuto e finanziamenti a condizioni agevolate per progetti di sviluppo nei Paesi emergenti.
Le operazioni deliberate si concentrano su due direttrici strategiche:
Sicurezza alimentare: miglioramento dei sistemi di irrigazione nel settore agricolo africano. Si tratta di un intervento cruciale, considerato che la siccità e la scarsa efficienza irrigua sono tra le principali cause di insicurezza alimentare in Africa subsahariana. I fondi CDP supportano progetti di irrigation management e agrotech che coinvolgono imprese italiane con competenze specifiche nel settore.
Sviluppo PMI e filiere produttive: sostegno alle piccole e medie imprese africane e alle filiere produttive locali. Questo approccio risponde a una logica di sviluppo sostenibile: favorisce la crescita economica africana riducendo le spinte migratorie strutturali, e contemporaneamente crea opportunità commerciali per le imprese italiane che operano o intendono operarsi nel continente africano.
Il Piano Mattei rappresenta per CDP una leva di proiezione internazionale: le risorse CDP possono attrarre capitali privati italiani ed europei verso l’Africa, moltiplicando l’effetto dei fondi pubblici attraverso la logica della finanza mista (blended finance).
Come Possono Accedere ai Finanziamenti CDP le PMI Italiane
Per le piccole e medie imprese italiane che vogliono beneficiare delle risorse CDP, il percorso operativo è relativamente semplice:
- Contattare la propria banca di riferimento e informarsi sui prodotti CDP disponibili nel momento attuale. L’elenco aggiornato dei plafond attivi è pubblicato sul sito ufficiale cdp.it.
- Presentare un piano d’investimento che rientri nelle finalità dei plafond CDP attivi. La banca istruirà la pratica secondo i propri criteri di merito creditizio.
- Verificare la possibilità di cumulo con altri incentivi pubblici: credito d’imposta Transizione 5.0, ZES Unica 2026, contributi regionali, Nuova Sabatini.
- Valutare l’assistenza di un consulente finanziario per ottimizzare la struttura complessiva dell’operazione, soprattutto in caso di investimenti superiori a 500.000 euro.
Alcune misure CDP sono accessibili anche attraverso Mediocredito Centrale e i Confidi che hanno accordi con la Cassa, aprendo le porte anche alle microimprese e alle imprese con garanzie patrimoniali limitate.
Il Confronto con gli Anni Precedenti: La CDP Accelera il Passo
Il confronto con i dati degli anni precedenti rivela un trend positivo. Nel 2025, CDP ha deliberato operazioni per circa 2,1 miliardi nel primo trimestre. Il dato attuale di 2,3 miliardi in un’unica delibera suggerisce un’accelerazione nell’impiego delle risorse, motivata dall’urgenza di rispondere alle sfide economiche del momento: rallentamento della crescita nell’Eurozona, incertezza geopolitica, necessità di sostenere la competitività delle imprese italiane.
Il piano strategico CDP 2024-2026 prevede un impegno complessivo di circa 90 miliardi di euro in tre anni, di cui una quota crescente destinata al settore privato e alle infrastrutture. La delibera del 19 marzo è coerente con questo percorso di espansione del ruolo di CDP nell’economia italiana.
Conclusioni: Un Segnale Concreto per l’Economia Reale
La delibera CDP del 19 marzo 2026 è un segnale positivo e concreto per l’economia italiana. La combinazione di sostegno alle PMI, investimento nelle infrastrutture energetiche e cooperazione internazionale riflette una visione integrata dello sviluppo economico che va oltre il semplice supporto creditizio. Per le piccole e medie imprese italiane, il messaggio pratico è chiaro: informarsi presso la propria banca sui prodotti CDP disponibili e valutare se e come integrarli nella propria pianificazione finanziaria. In un momento in cui il costo del credito rimane elevato rispetto ai minimi storici, accedere a provvista CDP può fare una differenza concreta sui costi finanziari aziendali e sulla competitività dell’investimento complessivo.
