Il Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo resta operativo nel 2026 e rappresenta uno degli strumenti più rilevanti del nuovo assetto fiscale agevolato per le imprese italiane. Confermata l’aliquota del 10% e il massimale di 5 milioni di euro annui per beneficiario, con una proroga della misura fino al periodo d’imposta 2031.

Si tratta di un’agevolazione strutturale che premia le imprese che investono in attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Dal 1° gennaio 2026, però, il quadro è cambiato sensibilmente rispetto agli anni passati: alcune linee correlate (innovazione tecnologica e innovazione 4.0/green) non sono state prorogate, mentre il design e l’ideazione estetica restano in vigore al 10% con massimale di 2 milioni.

Cos’è il Credito d’Imposta R&S 2026

Il Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo è un’agevolazione fiscale che riconosce alle imprese una percentuale delle spese sostenute per attività qualificate come R&S. La base normativa fa capo all’articolo 1, commi 198-209 della legge 160/2019, modificato e prorogato dalla Legge di Bilancio 2025 e successivi provvedimenti.

Possono accedere all’agevolazione tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal regime contabile adottato.

Aliquote, massimali e novità 2026

L’aliquota agevolativa per il 2026 è confermata al 10% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 5 milioni di euro annui di credito per ciascun beneficiario. Per il design e l’ideazione estetica resta in vigore una linea separata sempre al 10%, ma con massimale ridotto a 2 milioni di euro.

Sono invece terminate al 31 dicembre 2025 le linee per innovazione tecnologica (aliquota 5%) e per innovazione 4.0 e green: dal 2026 restano dunque solo R&S e design.

Spese ammissibili

Sono agevolabili le seguenti tipologie di costo: spese del personale (ricercatori e tecnici impiegati nelle attività R&S), quote di ammortamento e canoni di locazione finanziaria di beni materiali e software dedicati, contratti di ricerca extra-muros stipulati con università, enti di ricerca e altri soggetti qualificati, costi per servizi di consulenza specialistica, materiali, forniture e prodotti analoghi utilizzati nelle attività di ricerca.

Come si calcola e si frutta il credito

Il credito si determina applicando l’aliquota del 10% alla base di calcolo, ottenuta sommando le spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta al netto di altre agevolazioni concesse sui medesimi costi. La fruizione avviene esclusivamente in compensazione tramite modello F24, in tre quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese.

Il credito non concorre alla formazione del reddito né del valore della produzione ai fini IRAP, è cumulabile con altre agevolazioni come l’Iperammortamento Beni 4.0 nei limiti dei costi sostenuti e non è soggetto ai limiti generali di compensazione.

Certificazione delle attività R&S

La certificazione delle attività di Ricerca e Sviluppo, disciplinata dal DPCM 15 settembre 2023 e dai successivi decreti attuativi, è facoltativa ma fortemente raccomandata. Si tratta di un’attestazione rilasciata da soggetti certificatori iscritti all’apposito albo gestito dal MIMIT, che valida la qualificazione tecnica delle attività svolte come R&S ai sensi dei criteri OCSE (Manuale di Frascati).

Il vantaggio principale della certificazione consiste nella tutela offerta in caso di verifica dell’Agenzia delle Entrate: il riconoscimento certificato vincola l’amministrazione finanziaria sulla qualificazione delle attività, riducendo significativamente il rischio di contestazioni e recuperi a posteriori.

Adempimenti e documentazione

L’impresa che intende fruire del credito deve produrre e conservare la seguente documentazione: relazione tecnica analitica firmata dal responsabile delle attività di R&S, prospetto analitico delle spese sostenute con riferimento alle voci agevolabili, certificazione contabile delle spese rilasciata dal revisore legale dei conti, comunicazione preventiva al MIMIT secondo le modalità stabilite dal decreto direttoriale 24 luglio 2024.

Disclaimer

Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni operative sul portale ufficiale MIMIT e consultare un professionista per la corretta applicazione della disciplina al caso concreto.