La Legge di Bilancio 2026 ha potenziato uno dei crediti d’imposta più rilevanti per le imprese italiane del Made in Italy: il credito d’imposta per le attività di Design e Ideazione Estetica sale al 10% delle spese ammissibili, con un massimale di 5 milioni di euro annui per beneficiario. Una misura pensata per valorizzare i settori d’eccellenza che storicamente identificano la qualità italiana nel mondo: moda, arredo e oreficeria.
Cos’è il credito d’imposta Design e Ideazione Estetica
Il credito d’imposta è uno strumento di agevolazione fiscale che permette alle imprese di compensare in F24 una quota delle spese sostenute per attività di concezione e realizzazione di nuovi prodotti e campionari. Originariamente introdotto come parte del più ampio pacchetto Ricerca, Sviluppo, Innovazione, Design e Ideazione Estetica di cui all’art. 1 commi 198-209 della Legge 160/2019, è stato confermato e potenziato fino al 2031.
Per il 2026 l’aliquota sale dal 6% al 10% delle spese ammissibili, una misura che riconosce il ruolo strategico della creatività industriale italiana e mira a sostenere gli investimenti in nuove collezioni e linee di prodotto.
Chi può richiedere il credito d’imposta
Il credito d’imposta è rivolto a tutte le imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente da:
- forma giuridica (società di capitali, di persone, ditte individuali);
- settore economico di appartenenza;
- dimensione (microimprese, PMI, grandi imprese);
- regime contabile adottato.
Per quanto riguarda specificamente Design e Ideazione Estetica, l’agevolazione è particolarmente rilevante per i settori di eccellenza del Made in Italy:
- moda e tessile: abbigliamento, calzature, accessori;
- arredo e interior design: mobili, complementi d’arredo, illuminazione;
- oreficeria e gioielleria;
- occhialeria, ceramica, vetro e altri settori del Made in Italy.
Quali attività sono agevolabili
Sono ammissibili le attività di design e ideazione estetica finalizzate alla concezione e realizzazione di nuovi prodotti e campionari, intesi come elementi che presentano un significativo apporto innovativo rispetto alla collezione precedente in termini di:
- linee, forme, colori e materiali;
- combinazione di elementi visivi, tattili e funzionali;
- caratteristiche tecnico-estetiche dei prodotti.
Non sono ammissibili le attività che si limitano a piccole modifiche di prodotti già esistenti o alla semplice sostituzione di materiali e finiture.
Quali spese rientrano nell’agevolazione
Sono agevolabili le seguenti voci di spesa, debitamente documentate:
- personale impiegato direttamente nelle attività di design (dipendenti e collaboratori);
- quote di ammortamento di beni materiali e immateriali utilizzati per le attività;
- contratti di consulenza con designer, studi creativi e laboratori specializzati;
- materiali e forniture necessari alla realizzazione dei campionari;
- spese per privative industriali connesse al design (registrazione di disegni e modelli).
Aliquota e massimale 2026
L’aliquota per il 2026 è fissata al 10% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 5 milioni di euro annui per beneficiario. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, in tre quote annuali di pari importo a partire dall’anno successivo a quello di sostenimento delle spese.
Il credito non concorre alla formazione del reddito d’impresa né alla base imponibile IRAP.
Adempimenti obbligatori
L’accesso al beneficio richiede:
- certificazione delle spese rilasciata da revisore legale o società di revisione iscritta nel registro dei revisori legali;
- relazione tecnica firmata dal legale rappresentante dell’impresa o dal responsabile delle attività di design, che illustri finalità, contenuti e risultati di ciascun progetto;
- comunicazione al MIMIT secondo il modello e le modalità definite dal Decreto Direttoriale 26 novembre 2025.
La relazione tecnica deve essere conservata e mostrata in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Possibilità di certificazione preventiva
Le imprese possono richiedere su base volontaria una certificazione preventiva al MIMIT che attesti la qualificabilità delle attività progettate come ammissibili al credito d’imposta. Questo strumento offre maggiore certezza nella fase di pianificazione degli investimenti e tutela dell’impresa in caso di successivi controlli fiscali.
Cumulabilità con altre agevolazioni
Il credito d’imposta Design e Ideazione Estetica è cumulabile con altre agevolazioni che insistono sulle medesime spese, nei limiti del costo complessivamente sostenuto, salvo diversa disposizione delle norme istitutive delle altre misure. È quindi possibile, ad esempio, combinarlo con il credito d’imposta Transizione 5.0, voucher regionali sulla digitalizzazione o gli Accordi per l’Innovazione 2026 del MIMIT per progetti di ricerca e sviluppo.
Come pianificare l’investimento
Per le aziende del Made in Italy che lanciano nuove collezioni con cadenza stagionale, il credito d’imposta Design 2026 al 10% rappresenta un’opportunità importante per recuperare in F24 una quota significativa dei costi creativi. È consigliabile:
- strutturare i progetti di nuova collezione con documentazione interna chiara e tracciabile;
- tenere registrazioni separate dei costi sostenuti per ogni progetto agevolabile;
- coinvolgere fin dall’inizio il revisore legale per validare la documentazione;
- valutare la richiesta di certificazione preventiva per progetti di importo elevato.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti normativi è possibile consultare la pagina ufficiale del MIMIT.
Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni sul sito ufficiale del MIMIT e dell’Agenzia delle Entrate.
