A partire da oggi, 31 marzo 2026, le imprese che investono nel Mezzogiorno e nelle altre zone agevolate italiane possono presentare la comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate per accedere al credito d’imposta ZES Unica 2026. Si tratta di una delle misure più significative dell’intera manovra finanziaria per le aree svantaggiate: 2,3 miliardi di euro stanziati per il solo 2026, in un piano triennale che arriva complessivamente a oltre 4 miliardi fino al 2028. Per le piccole imprese di alcune aree prioritarie come Taranto e il Sulcis, il bonus può raggiungere il 70% dell’investimento agevolabile. Una opportunità concreta che però richiede pianificazione, documentazione e rispetto rigoroso delle scadenze.

In questa guida completa analizziamo tutto quello che un imprenditore, un professionista o un consulente deve sapere: cos’è la ZES Unica, chi può accedere, quali investimenti sono ammissibili, come si calcola il beneficio, come si presenta la domanda e quali sono i rischi da tenere in considerazione.

Cos’è la ZES Unica: Origine e Finalità della Misura

La ZES Unica (Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno) è stata istituita con il Decreto Legge n. 124 del 19 settembre 2023, cosiddetto “Decreto Sud”, convertito con modificazioni dalla Legge n. 162 del 13 novembre 2023. Con questo provvedimento il legislatore ha unificato in un unico perimetro normativo le precedenti zone economiche speciali presenti nelle regioni del Sud Italia, semplificando l’accesso agli incentivi e aumentandone la dotazione finanziaria.

Il credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica è disciplinato dall’articolo 16 del citato decreto e ha l’obiettivo di attrarre capitali privati nel Mezzogiorno, incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro, sostenere la modernizzazione degli impianti produttivi e ridurre il divario economico tra Nord e Sud del Paese. La misura si inserisce in un quadro più ampio di politiche di coesione che includono anche i fondi strutturali europei, il PNRR e i Contratti Istituzionali di Sviluppo.

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2025) ha confermato e potenziato lo strumento, stanziando risorse per il triennio 2026-2028: 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028, per un totale di oltre 4 miliardi di euro complessivi.

Quali Regioni Rientrano nella ZES Unica 2026

La ZES Unica comprende le zone ammissibili agli aiuti a finalità regionale ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), nelle seguenti regioni:

  • Regioni ex art. 107 §3 lett. a) — massima intensità di aiuto: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia
  • Regioni ex art. 107 §3 lett. c) — intensità ridotta: Abruzzo, Marche, Umbria
  • Zone a Transizione Giusta (Just Transition): Area di Taranto (Puglia) e Sulcis-Iglesiente (Sardegna), con aliquote maggiorate

È importante sottolineare che non tutte le zone delle regioni elencate sono automaticamente ammissibili: l’investimento deve essere realizzato in un’area geograficamente compresa nei perimetri ZES, che vengono definiti dalle mappe degli aiuti di Stato approvate dalla Commissione Europea. Prima di procedere con qualsiasi pianificazione, è quindi necessario verificare l’ubicazione esatta dei propri stabilimenti o dei terreni/immobili oggetto di investimento attraverso gli strumenti di geolocalizzazione disponibili sul portale della Struttura di Missione ZES (www.strutturazes.gov.it).

Aliquote del Credito d’Imposta: Tabella Completa per Regione e Dimensione Aziendale

Le aliquote del credito d’imposta variano in funzione della regione di ubicazione dell’investimento e della dimensione dell’impresa (piccola, media o grande). La distinzione dimensionale segue la definizione della Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE, in base a dipendenti, fatturato e totale di bilancio.

Regioni con massima intensità di aiuto (art. 107 §3 lett. a)

Regione Piccole imprese (≤50M / >50M) Medie imprese (≤50M / >50M) Grandi imprese (≤50M / >50M)
Campania, Puglia, Calabria, Sicilia 60% / 40% 50% / 40% 40% / 40%
Basilicata, Molise, Sardegna 50% / 30% 40% / 30% 30% / 30%
Puglia – Area di Taranto (Just Transition) 70% / 50% 60% / 50% 50% / 50%
Sardegna – Sulcis-Iglesiente (Just Transition) 60% / 40% 50% / 40% 40% / 40%

Regioni con intensità ridotta (art. 107 §3 lett. c)

Regione Piccole imprese (≤50M / >50M) Medie imprese (≤50M / >50M) Grandi imprese (≤50M / >50M)
Abruzzo, Marche, Umbria 35% / 15% 25% / 15% 15% / 15%

È fondamentale ricordare che le zone colpite dai terremoti in Abruzzo beneficiano di aliquote intermediate superiori rispetto alla percentuale base regionale. Il consulente fiscale o il commercialista deve sempre verificare la corretta classificazione dell’area prima di calcolare il beneficio atteso.

Chi Può Accedere al Credito d’Imposta ZES Unica 2026

Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica (società di capitali, società di persone, imprese individuali, cooperative), che:

  • Svolgono attività economica nelle zone assistite della ZES Unica, oppure vi si insediano per la prima volta con il progetto di investimento;
  • Effettuano investimenti in nuovi beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle aree ammissibili;
  • Non si trovano in stato di difficoltà ai sensi della normativa comunitaria (assenza di procedure concorsuali aperte, liquidazione, ecc.);
  • Non operano nei settori esclusi dalla normativa.

Settori Esclusi

La normativa esclude espressamente una serie di settori per i quali gli aiuti di Stato sono soggetti a regimi speciali europei o sono vietati:

  • Siderurgia, carbone e lignite
  • Trasporti e infrastrutture connesse
  • Produzione e distribuzione di energia e infrastrutture energetiche
  • Banda larga e infrastrutture digitali
  • Settore bancario, finanziario e assicurativo
  • Imprese in difficoltà finanziaria ai sensi degli Orientamenti UE 2014/C 249/01

Investimenti Ammissibili: Cosa Si Può Finanziare

Il credito d’imposta si applica agli investimenti in beni strumentali nuovi di fabbrica destinati a strutture produttive ubicate nella ZES Unica, effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026, attraverso:

  • Acquisto diretto di macchinari, impianti, attrezzature destinati a processi produttivi;
  • Contratti di leasing finanziario aventi ad oggetto i beni suddetti (con riscatto finale obbligatorio);
  • Terreni e fabbricati strumentali, nel limite del 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato;
  • Beni acquisiti mediante contratto di appalto, purché riconducibili agli asset produttivi sopra indicati.

Cosa È Escluso dagli Investimenti Agevolabili

  • Beni destinati alla rivendita (beni merce);
  • Materie prime, semilavorati e prodotti finiti destinati alla trasformazione;
  • Materiali di consumo;
  • Beni usati o rigenerati (l’agevolazione riguarda esclusivamente beni nuovi di fabbrica);
  • Beni immateriali (software, licenze, brevetti) — salvo specifiche eccezioni per impianti digitali strettamente connessi ai macchinari.

Limiti di Investimento

  • Investimento minimo: 200.000 euro
  • Investimento massimo agevolabile: 100 milioni di euro per singolo progetto
  • Quota immobiliare: terreni e fabbricati strumentali non possono superare il 50% del valore totale dell’investimento agevolato

Come Fare Domanda: La Procedura Passo per Passo

Fase 1 — Comunicazione Preventiva (31 marzo – 30 maggio 2026)

Dal 31 marzo al 30 maggio 2026, le imprese devono inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione preventiva tramite il servizio telematico disponibile sul portale www.agenziaentrate.gov.it. La comunicazione deve indicare le spese già sostenute dal 1° gennaio 2026 e le spese previste fino al 31 dicembre 2026. Il codice tributo da utilizzare per la compensazione in F24 è il 7034.

La comunicazione può essere presentata direttamente dall’impresa oppure tramite un intermediario abilitato (commercialista, consulente fiscale iscritto all’Ordine) mediante delega all’Agenzia delle Entrate.

Fase 2 — Comunicazione Integrativa (3 – 17 gennaio 2027)

Dopo aver completato l’investimento, le imprese devono presentare una comunicazione integrativa tra il 3 e il 17 gennaio 2027. Questa attestazione dell’avvenuta realizzazione degli investimenti deve includere gli estremi della certificazione delle spese rilasciata da soggetti abilitati alla revisione legale dei conti.

Entro dieci giorni dalla scadenza, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate emette il provvedimento che riconosce il credito d’imposta effettivo. La compensazione diventa disponibile a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione di tale provvedimento.

Il Rischio Riduzione: Cosa È Successo nel 2025 e Cosa Aspettarsi nel 2026

Uno degli aspetti più critici del credito d’imposta ZES Unica è il meccanismo di riduzione proporzionale nel caso in cui la somma delle richieste superi il budget disponibile. Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha applicato un coefficiente di distribuzione pari al 60,3811%: un’impresa che aveva prenotato 100.000 euro ha ricevuto effettivamente solo 60.381 euro, perdendo quasi il 40% del beneficio atteso.

Per il 2026 il budget è stato aumentato a 2,3 miliardi di euro. Tuttavia, il rischio di sovraffollamento rimane concreto. Le imprese devono tenere conto di questo fattore nelle analisi costi-benefici, evitando di fare affidamento sul 100% del credito prenotato.

Consiglio operativo: Presentare la comunicazione preventiva entro fine aprile per non rischiare di perdere la scadenza del 30 maggio. La priorità cronologica non incide sul riparto (che avviene pro-quota), ma rispettare i termini è essenziale.

Le Aree a Transizione Giusta: Taranto e Sulcis con Aliquote Fino al 70%

Le Zone a Transizione Giusta (Just Transition Zones) godono di aliquote maggiorate in riconoscimento dell’impatto della transizione verde sull’occupazione locale:

  • Area di Taranto (Puglia): storicamente dipendente dall’industria siderurgica (ex ILVA), si trova in una fase di profonda riconversione. Aliquote: 70% per le piccole imprese, 60% medie, 50% grandi (su investimenti fino a 50 milioni).
  • Sulcis-Iglesiente (Sardegna): area con importante storia mineraria ora in trasformazione. Aliquote analoghe a quelle standard della Sardegna con possibili maggiorazioni per investimenti legati alla transizione energetica.

Esempio concreto: una piccola impresa manifatturiera che investa 2 milioni di euro a Taranto può recuperare in linea teorica fino a 1,4 milioni di euro tramite il credito d’imposta (70% × 2 milioni), al netto dell’eventuale riduzione proporzionale.

Obblighi Post-Investimento: Mantenimento e Certificazione

L’accesso al beneficio comporta precisi obblighi la cui violazione porta alla revoca del credito con obbligo di restituzione maggiorato di interessi:

  • Mantenimento dell’attività nella ZES per almeno 5 anni (3 anni per le PMI) dopo il completamento dell’investimento;
  • Operatività dei beni entro due periodi d’imposta dall’acquisizione;
  • Certificazione obbligatoria delle spese da parte di un revisore legale dei conti iscritto nel Registro MEF o di una società di revisione iscritta all’albo Consob.

Cumulabilità con Altre Agevolazioni

Il credito d’imposta ZES Unica è cumulabile con il regime de minimis purché la somma dei benefici non superi le intensità massime di aiuto consentite dalla Carta degli aiuti regionali 2022-2027. Non è invece cumulabile con il credito d’imposta Transizione 4.0 sugli stessi beni agevolati, salvo discipline specifiche di cumulo parziale.

Esempio Pratico: Quanto Vale il Beneficio per un’Impresa del Sud

Simuliamo il beneficio per una piccola impresa manifatturiera che investe in Calabria:

  • Regione: Calabria | Dimensione: Piccola impresa | Investimento: 500.000 euro in macchinari nuovi
  • Aliquota applicabile: 60%
  • Credito teorico: 500.000 × 60% = 300.000 euro
  • Con coefficiente 2025 (indicativo): 300.000 × 60,38% = circa 181.143 euro

Anche considerando la riduzione storica, l’impresa recupera oltre 181.000 euro su 500.000 investiti: un risparmio fiscale netto superiore al 36%. Con un coefficiente più favorevole nel 2026, il beneficio potrebbe avvicinarsi ai 250.000-300.000 euro.

Calendario Operativo e Checklist per le Imprese

Data Azione
Entro il 30 maggio 2026 Comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate con spese sostenute e previste per il 2026
1° gennaio – 31 dicembre 2026 Effettuare gli investimenti in beni strumentali ammissibili nella struttura ZES
3 – 17 gennaio 2027 Comunicazione integrativa con attestazione dell’avvenuto investimento e certificazione delle spese
Entro 10 giorni dal 17 gennaio 2027 Ricezione del provvedimento con il credito d’imposta riconosciuto
Dal giorno lavorativo successivo al provvedimento Utilizzo del credito in compensazione F24 con codice tributo 7034
5 anni (3 per PMI) dal completamento Mantenimento dell’attività produttiva nella ZES Unica

Checklist pre-comunicazione:

  1. Verifica geolocalizzazione dell’unità produttiva nelle mappe ZES Unica (portale Struttura di Missione ZES)
  2. Identificazione della dimensione aziendale ai sensi della Raccomandazione UE 2003/361/CE
  3. Raccolta preventivi e contratti di acquisto/leasing per i beni strumentali
  4. Verifica che i beni siano nuovi di fabbrica e non destinati alla rivendita
  5. Verifica della quota immobiliare (max 50% del totale agevolato)
  6. Verifica di assenza di procedure concorsuali o stato di difficoltà finanziaria
  7. Individuazione di un revisore legale per la certificazione delle spese
  8. Delega all’intermediario abilitato per l’invio telematico, se necessario

Conclusioni: Un’Opportunità Reale da Non Sprecare

Il credito d’imposta ZES Unica 2026 è uno degli strumenti di politica industriale più potenti attualmente disponibili in Italia per le imprese del Mezzogiorno e delle aree svantaggiate. Con aliquote che arrivano al 70% per le piccole imprese di Taranto, un budget triennale di oltre 4 miliardi e un meccanismo di utilizzo relativamente semplice tramite compensazione F24, rappresenta un’opportunità concreta per accelerare investimenti produttivi, rinnovare parchi macchine obsoleti e ridurre il gap competitivo rispetto alle aree più sviluppate del Paese.

Il principale rischio è il sovraffollamento delle domande e la conseguente riduzione proporzionale del credito riconosciuto, come già avvenuto nel 2025 con un coefficiente del 60,38%. Per questo motivo, la pianificazione anticipata e il coinvolgimento di consulenti specializzati in finanza agevolata sono elementi essenziali per massimizzare il beneficio atteso.

Chi opera nel Sud Italia e ha in programma investimenti in beni strumentali per il 2026 non può permettersi di ignorare questa misura: il 31 marzo segna l’apertura delle domande. Il momento di agire è adesso.

Per informazioni ufficiali e per scaricare i modelli di comunicazione, consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) e il portale della Struttura di Missione ZES (www.strutturazes.gov.it). Si raccomanda di affidarsi a un commercialista o consulente fiscale abilitato per la verifica dei requisiti specifici della propria impresa.