La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha reintrodotto e potenziato uno degli strumenti di agevolazione fiscale più apprezzati dalle imprese italiane: l’iperammortamento, ora tecnicamente denominato maxi-deduzione delle quote di ammortamento per i beni strumentali tecnologicamente avanzati. La novità principale è che la maggiorazione del costo fiscalmente deducibile può arrivare fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, applicabile agli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Come funziona l’iperammortamento 2026
L’iperammortamento consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile (ai fini IRES e IRPEF) un valore superiore al costo effettivo di acquisto dei beni strumentali tecnologicamente avanzati. Rispetto al precedente credito d’imposta Transizione 4.0 – che riconosceva un beneficio diretto come percentuale delle spese –, l’iperammortamento 2026 opera attraverso variazioni in diminuzione extra-contabili in dichiarazione dei redditi, senza modificare la contabilità ordinaria dell’impresa.
Le aliquote di maggiorazione per scaglioni
- +180% sulla quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro
- +100% sulla quota tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro
- +50% sulla quota tra 10 milioni e 20 milioni di euro
Esempio concreto: risparmio fiscale al 180%
Un’impresa con aliquota IRES al 24% che acquista un robot collaborativo da 500.000 euro ottiene: base fiscalmente deducibile totale = 500.000 + (500.000 × 180%) = 1.400.000 euro. Risparmio fiscale aggiuntivo: 24% × 900.000 = 216.000 euro in meno di tasse, spalmati negli anni di ammortamento del bene.
Chi può accedere: tutti i titolari di reddito d’impresa
L’iperammortamento 2026 si applica a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, senza limiti dimensionali: società di capitali (SRL, SPA), società di persone (SNC, SAS), imprenditori individuali, enti non commerciali con attività commerciale, stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Sia grandi imprese che PMI, microimprese e professionisti con partita IVA che producono reddito d’impresa possono accedere alla misura.
Il requisito “Made in EU”: la grande novità del 2026
Una delle novità più importanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda il requisito di origine dei beni: per accedere all’aliquota massima di maggiorazione, i beni strumentali devono essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE). Le imprese che acquistano macchinari prodotti al di fuori dell’UE (es. in Cina o Corea) potrebbero non accedere alla maggiorazione massima del 180%. È fondamentale verificare l’origine del bene prima dell’acquisto, richiedendo al produttore il certificato di origine.
I beni agevolabili: l’Allegato IV della Legge 199/2025
I beni ammissibili sono identificati nell’Allegato IV della Legge n. 199/2025, aggiornato rispetto alla storica lista Industria 4.0. Le principali categorie includono: robot collaborativi (cobot) e sistemi robotici avanzati, macchine a controllo numerico (CNC) con connettività e raccolta dati, sistemi di logistica automatizzata (magazzini automatici, AGV), stampanti 3D industriali, sensori IoT e sistemi di monitoraggio intelligente, sistemi di visione artificiale per il controllo qualità, impianti con AI integrata e sistemi per l’efficienza energetica collegati a fonti rinnovabili. Sono agevolabili anche i beni immateriali connessi (software MES, ERP integrato con macchine, sistemi di cybersecurity OT, piattaforme AI per la produzione, Digital Twin).
Gli adempimenti documentali obbligatori
- Perizia tecnica asseverata da un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo, oppure attestato di conformità da enti accreditati (per beni sotto i 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante)
- Interconnessione al sistema informatico aziendale: il bene deve scambiare dati con i sistemi di gestione della produzione in modo integrato
- Documentazione di origine (per il requisito Made in EU): certificato rilasciato dal produttore o dalla Camera di Commercio
- Conservazione della documentazione per almeno 10 anni
Cumulabilità con altri incentivi
L’iperammortamento 2026 è cumulabile con altri incentivi nei limiti previsti dalla normativa: si combina con contributi a fondo perduto (come il Bando ISI INAIL) e con il credito d’imposta ZES Unica per le imprese del Mezzogiorno, purché la somma degli incentivi non superi il 100% del costo del bene. La combinazione strategica di più misure agevolative può rendere l’investimento in tecnologie 4.0 particolarmente conveniente.
Conclusioni: pianificare subito per massimizzare il beneficio
L’iperammortamento 2026 con la maxi-deduzione fino al 180% è uno degli strumenti più potenti mai messi a disposizione delle imprese italiane per incentivare la modernizzazione tecnologica. Con una platea di beneficiari illimitata per dimensione e un periodo applicativo fino al settembre 2028, la misura offre un orizzonte temporale sufficiente per pianificare investimenti strategici. Il consiglio è avviare subito la pianificazione con il proprio commercialista: verificare la conformità dei beni all’Allegato IV, il requisito Made in EU e predisporre la documentazione necessaria. Chi investe oggi nelle tecnologie del futuro costruisce il vantaggio competitivo di domani.
