Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha pubblicato, tramite il Dipartimento del Tesoro, il decreto con i tassi soglia antiusura validi per il primo trimestre 2026 (gennaio – marzo 2026). Questi valori, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025, rappresentano i limiti massimi oltre i quali gli interessi applicati da banche e intermediari finanziari costituiscono reato di usura ai sensi della Legge n. 108/1996. Conoscere queste soglie è fondamentale per tutte le imprese, le PMI, gli agricoltori e i privati che accedono a forme di credito.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutti i tassi soglia applicabili nel Q1 2026, suddivisi per tipologia di operazione, con un focus particolare sulle implicazioni per le imprese e le PMI italiane.

Cos’è la soglia antiusura e come viene calcolata

La soglia antiusura è il tasso di interesse massimo che un istituto di credito o un intermediario finanziario può applicare su un finanziamento senza incorrere nel reato di usura. Viene calcolata come il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) rilevato dalla Banca d’Italia – che fotografa i tassi medi di mercato per ogni categoria di operazione – maggiorato di una percentuale stabilita per legge. La formula attuale prevede che il tasso soglia sia pari al TEGM aumentato del 25%, a cui si aggiunge un ulteriore margine fisso di 4 punti percentuali, con un differenziale massimo di 8 punti.

Ogni trimestre il MEF pubblica in Gazzetta Ufficiale le nuove soglie, che entrano in vigore il primo giorno del trimestre successivo. Le soglie pubblicate a fine dicembre 2025 sono quindi quelle applicabili dall’1 gennaio al 31 marzo 2026.

Tassi soglia Q1 2026: tutte le categorie per le imprese

Aperture di credito in conto corrente (scoperti di conto)

Le aperture di credito in conto corrente – lo strumento più utilizzato dalle PMI per la gestione della liquidità ordinaria – presentano le seguenti soglie antiusura:

  • Per importi fino a 5.000 euro: soglia antiusura pari al 17,18%
  • Per importi superiori a 5.000 euro: soglia antiusura pari al 15,10%

Le aperture di credito in conto corrente sono lo strumento più flessibile per le PMI, ma anche quello con i tassi più elevati. Un tasso di scoperto che superi queste soglie configura il reato di usura, indipendentemente da qualsiasi accordo contrattuale.

Credito revolving

Il credito revolving – incluse le carte di credito revolving sia per privati che per imprese – presenta la soglia antiusura più elevata tra tutte le categorie: il tasso limite supera il 23%. Questo dato riflette la natura strutturalmente più rischiosa e flessibile di questo strumento, che consente al titolare di riutilizzare il credito man mano che lo rimborsa.

Il dato è particolarmente rilevante per le imprese che utilizzano le carte aziendali come strumento di finanziamento del circolante: tassi superiori al 23% configurano usura, ma il confine può essere sottile con le commissioni aggiuntive.

Leasing strumentale

Il leasing finanziario è tra gli strumenti più utilizzati dalle PMI per l’acquisizione di beni strumentali (macchinari, attrezzature, veicoli aziendali, impianti). Le soglie antiusura per il Q1 2026 sono:

  • Leasing strumentale per importi fino a 25.000 euro: soglia al 16,35%
  • Leasing aeronavale e su autoveicoli per importi fino a 25.000 euro: soglia al 15,58%

Factoring

Il factoring – lo strumento attraverso cui le imprese cedono i propri crediti commerciali a un intermediario finanziario in cambio di liquidità immediata – presenta soglie più contenute:

  • Per importi fino a 50.000 euro: soglia al 11,99%
  • Per importi superiori a 50.000 euro: soglia al 9,90%

Mutui ipotecari

I mutui ipotecari – sia per privati che per imprese – presentano soglie antiusura più basse, in linea con il minor rischio associato a questi finanziamenti garantiti da ipoteca:

  • Mutui a tasso fisso: soglia antiusura all’8,95%
  • Mutui a tasso variabile: soglia antiusura al 9,16%

Il contesto del mercato del credito in Italia nel Q1 2026

Le soglie antiusura del Q1 2026 si inseriscono in un contesto di graduale allentamento delle condizioni di credito per le imprese italiane. Dopo il ciclo di rialzi dei tassi della Banca Centrale Europea avviato nel 2022 per combattere l’inflazione, la BCE ha progressivamente ridotto i tassi di riferimento nel corso del 2024 e 2025, portandoli al 2% entro la fine del 2025.

Secondo i dati di Banca d’Italia aggiornati a settembre 2025, il credito alle imprese italiane è tornato a crescere, con i finanziamenti alle PMI in aumento del +1,4% su base annua. I tassi d’interesse medi praticati dalle banche sulle nuove erogazioni si sono attestati intorno al 3,92%, ben al di sotto delle soglie antiusura. Tuttavia, per alcune categorie di affidamenti (aperture di credito, credito revolving, prestiti al consumo), il divario con le soglie si riduce sensibilmente quando si considerano tutte le commissioni e le spese accessorie.

Perché queste soglie sono importanti per le PMI e le imprese agricole

La conoscenza delle soglie antiusura è fondamentale per le imprese italiane per diverse ragioni:

  1. Tutela legale: qualsiasi contratto di finanziamento che preveda un tasso superiore alla soglia antiusura è nullo nella parte eccedente, e il soggetto finanziato ha diritto alla ripetizione degli interessi pagati in eccesso
  2. Rinegoziazione dei contratti: le imprese che sospettano di pagare tassi usurari possono far verificare i propri contratti da un consulente legale o finanziario e, se del caso, procedere a una rinegoziazione
  3. Confronto tra offerte: conoscere le soglie antiusura aiuta le imprese a valutare la competitività delle offerte ricevute dagli istituti di credito
  4. Gestione del rischio creditizio: le imprese agricole, che spesso accedono a forme di credito a breve termine ad alto tasso (anticipazioni su fatture, aperture di credito stagionali), devono essere particolarmente attente

Cosa fare se si sospetta un tasso usurario

Se un’impresa o un privato sospetta che il tasso applicato dal proprio istituto di credito superi la soglia antiusura, il percorso consigliato è il seguente:

  1. Raccogliere tutta la documentazione contrattuale: piano di ammortamento, fogli informativi, estratti conto e qualsiasi comunicazione relativa al finanziamento
  2. Calcolare il TAEG effettivo (Tasso Annuo Effettivo Globale) includendo tutte le commissioni, le spese di gestione e le polizze assicurative eventualmente collegate
  3. Confrontare il TAEG con la soglia antiusura applicabile alla categoria di operazione
  4. Rivolgersi a un consulente legale o finanziario specializzato in contenzioso bancario per valutare eventuali azioni di recupero
  5. In caso di evidenza di usura, presentare esposto all’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF) come prima forma di risoluzione stragiudiziale della controversia

Conclusioni: uno strumento di tutela da conoscere

Le soglie antiusura del Q1 2026 pubblicate dal MEF rappresentano un punto di riferimento fondamentale per chiunque acceda a forme di credito in Italia. Con tassi di mercato ancora relativamente elevati rispetto ai valori pre-2022, la distanza tra i tassi praticati e le soglie si è ridotta in alcune categorie di prodotto. Conoscere questi limiti è il primo passo per tutelare i propri diritti come imprenditore, agricoltore o privato cittadino. Chi sospetta di pagare tassi eccessivi dovrebbe procedere immediatamente a una verifica della propria posizione contrattuale con l’ausilio di un professionista qualificato.