Il Fondo Turismo 2026 entra ufficialmente in vigore: il decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026, definendo modalità e tempi per l’accesso ai 109 milioni di euro destinati a hotel, agriturismi, B&B, stabilimenti termali e altre strutture ricettive italiane. L’avviso operativo di Invitalia, che aprirà ufficialmente le domande, è atteso entro il 20 maggio 2026.
Cos’è il Fondo Turismo 2026 e quanto vale
Il Fondo nasce con l’obiettivo dichiarato di promuovere un turismo “tutto l’anno” — la cosiddetta destagionalizzazione — e di accelerare la transizione digitale e ambientale del comparto. La dotazione complessiva è di 109 milioni di euro, ripartiti in due strumenti complementari:
- 59 milioni di euro in contributi a fondo perduto;
- 50 milioni di euro in finanziamenti agevolati a tasso zero o ridotto.
Chi può accedere al Fondo Turismo
Possono accedere alle agevolazioni le imprese turistiche identificate dai codici ATECO indicati dal decreto. Il perimetro include:
- alberghi, hotel e residenze turistico-alberghiere;
- villaggi turistici, campeggi e parchi vacanze;
- agriturismi, B&B e affittacamere;
- stabilimenti termali e parchi divertimento;
- imprese di gestione di rifugi alpini e ostelli della gioventù.
Sono ammesse imprese attive da almeno tre anni e con ricavi prevalenti dall’attività turistica. In presenza di specifici requisiti, possono accedere anche i proprietari delle strutture in qualità di soggetti terzi.
Quali investimenti sono finanziabili
Le risorse del Fondo Turismo 2026 sono destinate a tre direttrici prioritarie:
1. Riqualificazione energetica
Interventi di efficientamento energetico degli edifici ricettivi: isolamento termico, sostituzione di impianti di climatizzazione, installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo, sistemi di gestione intelligente dei consumi.
2. Digitalizzazione e automazione
Soluzioni per la digitalizzazione del front-office e back-office, sistemi di prenotazione integrati, channel manager, software gestionali, automazione del check-in/check-out, contatori intelligenti e Internet of Things applicato all’ospitalità.
3. Destagionalizzazione
Investimenti per ampliare l’offerta nei mesi di bassa stagione: spa e wellness, sale congressi, infrastrutture sportive, valorizzazione di territori rurali e itinerari tematici.
Importi e intensità di aiuto
Il contributo a fondo perduto può coprire fino al 30% delle spese ammissibili, percentuale che sale fino al 50% in alcuni casi particolari (PMI nelle aree del Mezzogiorno, progetti integrati con elevato impatto ambientale). Il tetto massimo di contributo è pari a 4,5 milioni di euro per progetto.
Tempistiche e prossimi passi
Dopo la pubblicazione del decreto in GU del 20 aprile 2026, la palla passa a Invitalia che gestirà operativamente la misura. L’avviso pubblico con regole, modulistica e date di apertura dello sportello è atteso entro il 20 maggio 2026. Gli investimenti dovranno essere completati entro 18 mesi dall’approvazione e comunque non oltre il 30 settembre 2028.
Come prepararsi alla domanda
In attesa dell’apertura dello sportello, le imprese interessate possono:
- verificare il proprio codice ATECO e l’effettiva ammissibilità;
- preparare il piano di investimento con preventivi e cronoprogramma;
- allineare bilanci e DURC, requisiti standard per l’accesso ai contributi pubblici;
- valutare il mix tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.
Per maggiori dettagli sul testo ufficiale del decreto è possibile consultare la pagina del Ministero del Turismo.
Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni e i requisiti aggiornati sui siti ufficiali del Ministero del Turismo e di Invitalia.
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