Il settore turistico italiano riceve un nuovo impulso grazie a un pacchetto di agevolazioni che stanzia complessivamente 109 milioni di euro per sostenere alberghi, ristoranti, villaggi turistici e strutture dell’ospitalità. Il decreto attuativo del Ministero del Turismo è stato firmato il 4 marzo 2026 e ha ottenuto il via libera del Ministero dell’Economia il 16 marzo. Il provvedimento è ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dopo la quale verranno comunicate le date di apertura dello sportello per le domande su Invitalia. Le imprese del comparto hanno poco tempo per prepararsi.

Il Fondo per il Sostegno alle Imprese del Turismo

La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), istituisce il Fondo per il sostegno alle imprese del turismo con una dotazione di 109 milioni di euro. Lo strumento combina due forme di agevolazione: un contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili e finanziamenti agevolati per la quota restante delle spese sostenute. Il massimale per singola impresa è fissato a 4,5 milioni di euro.

L’obiettivo dichiarato del decreto è rafforzare la competitività del turismo italiano su quattro direttrici strategiche: la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dei servizi, la sostenibilità ambientale e la conformità agli standard ESG (Environmental, Social, Governance).

Chi Può Accedere: Destinatari e Requisiti

I beneficiari della misura sono le imprese attive nel settore turistico con specifici codici ATECO, comprendenti:

  • Alberghi e strutture ricettive;
  • Ristoranti e attività di ristorazione;
  • Bed & Breakfast e affittacamere;
  • Villaggi turistici e campeggi;
  • Centri benessere e wellness;
  • Stabilimenti balneari;
  • Parchi tematici e di divertimento;
  • Reti di impresa: ammesse purché costituite da almeno tre anni e composte da un massimo di cinque soggetti.

Per accedere al finanziamento le imprese devono essere iscritte al Registro delle Imprese, essere in regola con gli obblighi contributivi e fiscali (DURC regolare) e non trovarsi in stato di difficoltà finanziaria ai sensi della normativa europea sugli aiuti di Stato.

Importi Minimi e Massimi: Investimenti da 1 a 15 Milioni

La misura è pensata per investimenti di dimensioni rilevanti: la spesa minima ammissibile è di 1 milione di euro, mentre quella massima è di 15 milioni di euro. Questo la rende uno strumento destinato principalmente alle imprese di media e grande dimensione o alle reti d’impresa che aggregano più soggetti per raggiungere le soglie richieste.

Il contributo a fondo perduto è pari al 30% delle spese ammissibili, mentre il restante 70% può essere coperto da finanziamenti agevolati. Il massimale di 4,5 milioni per impresa equivale a un investimento complessivo di 15 milioni interamente agevolato.

Le Spese Ammissibili

Il decreto definisce un ampio perimetro di spese finanziabili, coerente con gli obiettivi strategici della misura:

Efficienza energetica: coibentazione di pareti e coperture, sostituzione di infissi, installazione di caldaie ad alta efficienza, sistemi di climatizzazione evoluti. Interventi che riducono i consumi e abbattono i costi operativi nel lungo periodo.

Tutela ambientale e rinnovabili: impianti fotovoltaici, solare termico, sistemi di recupero e riutilizzo delle acque piovane, soluzioni per la gestione dei rifiuti. Investimenti che migliorano il profilo ESG della struttura.

Digitalizzazione: infrastrutture di cablaggio, sistemi di domotica e automazione, intelligenza artificiale applicata alla gestione operativa, software gestionali, brevetti e licenze tecnologiche. L’obiettivo è migliorare l’esperienza degli ospiti e l’efficienza interna.

Riqualificazione delle strutture: lavori di ristrutturazione e ammodernamento, realizzazione o potenziamento di piscine, centri wellness e aree spa, interventi per il miglioramento dell’accessibilità per persone con disabilità.

Soft assets: software, brevetti, licenze e diritti di utilizzo. Per le piccole e medie imprese sono ammissibili anche le spese di consulenza fino al 4% dell’investimento totale.

I Quattro Obiettivi Strategici del Decreto

Il decreto si inserisce in una visione più ampia di riposizionamento del turismo italiano sui mercati internazionali. I quattro assi strategici definiti dal Ministero del Turismo puntano a:

1. Destagionalizzazione: ridurre la dipendenza dei flussi turistici dai mesi estivi, sviluppando offerte attrattive anche nei periodi di bassa stagione. Sono incentivati in particolare gli investimenti che consentono di allungare la stagione operativa delle strutture.

2. Digitalizzazione: adottare tecnologie innovative per migliorare la gestione delle prenotazioni, il check-in digitale, la comunicazione con gli ospiti e l’analisi dei dati. Il turismo italiano sconta un ritardo strutturale nella trasformazione digitale che questa misura intende colmare.

3. Sostenibilità ambientale: promuovere un modello di turismo responsabile, capace di ridurre l’impatto ambientale e rispondere alla crescente domanda di viaggi eco-compatibili da parte dei turisti internazionali.

4. Standard ESG: incentivare le imprese del settore ad adottare pratiche di governance responsabile, rendicontazione non finanziaria e politiche di inclusione sociale, elementi sempre più rilevanti per l’accesso ai mercati dei capitali e per la reputazione delle destinazioni.

I Contratti di Sviluppo per il Turismo

Accanto alla nuova misura, la Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato i Contratti di Sviluppo gestiti da Invitalia con 550 milioni di euro complessivi fino al 2029. Questo strumento si affianca al fondo perduto per le imprese di maggiori dimensioni che intendono realizzare investimenti strategici superiori ai 7,5 milioni di euro (soglia ridotta per il turismo nelle aree interne o per la riconversione di strutture dismesse).

I Contratti di Sviluppo per il turismo possono finanziare il potenziamento dell’offerta ricettiva, la realizzazione di strutture polifunzionali integrate, interventi di digitalizzazione su scala aziendale e progetti di innovazione organizzativa. L’intensità dell’aiuto può raggiungere il 70% degli investimenti ammissibili in forma di contributo a fondo perduto per le imprese localizzate nelle aree del Mezzogiorno.

Quando Aprirà Lo Sportello: Le Prossime Tappe

Al momento della pubblicazione di questo articolo, il decreto è in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Successivamente, il Ministero del Turismo e Invitalia dovranno predisporre le modalità operative e comunicare il calendario con le date di apertura e chiusura dello sportello. Le domande saranno presentate attraverso il portale di Invitalia (www.invitalia.it), che rappresenta lo strumento operativo scelto per la gestione delle istanze.

Per le imprese che intendono presentare domanda, questo periodo di attesa è il momento ideale per avviare la progettazione degli interventi, raccogliere i preventivi e verificare il possesso dei requisiti documentali richiesti. In particolare, è opportuno verificare la regolarità del DURC, la situazione creditizia dell’impresa e la possibilità di cofinanziare la quota non coperta dall’agevolazione.

Dove Trovare Informazioni Ufficiali

Le informazioni aggiornate sulla misura sono disponibili sul sito del Ministero del Turismo (www.ministeroturismo.gov.it) e sul portale di Invitalia (www.invitalia.it), che gestirà operativamente la raccolta delle domande. Si raccomanda di monitorare la Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione del decreto attuativo, che segnerà l’avvio formale della misura.

Conclusione

Il Fondo per il sostegno alle imprese del turismo 2026 rappresenta un’opportunità concreta per alberghi, ristoranti e strutture dell’ospitalità che intendono investire nella propria modernizzazione. Con 109 milioni di euro disponibili, un contributo a fondo perduto fino al 30% e la possibilità di finanziare investimenti fino a 15 milioni di euro, la misura si rivolge a un segmento di mercato che negli ultimi anni ha mostrato una forte domanda di rinnovamento. Le date di apertura non sono ancora definite, ma le imprese interessate devono iniziare subito a prepararsi per non farsi trovare impreparate.

Le informazioni riportate hanno finalità puramente informative e non costituiscono consulenza finanziaria ai sensi del D.Lgs. 58/1998. Per la presentazione della domanda si raccomanda di consultare un consulente specializzato in finanza agevolata e di verificare la documentazione ufficiale su Invitalia e sul sito del Ministero del Turismo.

Fonti: Ministero del Turismo — Decreto 4 marzo 2026; Invitalia (www.invitalia.it); FIRA.it; Hospitality Team; Incentivimpresa.it; Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).