Le piccole e medie imprese italiane hanno a disposizione fino al 4 dicembre 2026 uno strumento concreto per proteggere i propri marchi, brevetti e disegni industriali con rimborsi fino a 1.500 euro a carico dell’Unione Europea. Si tratta del Fondo PMI EUIPO 2026, il programma gestito dall’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) che ogni anno mette a disposizione voucher a fondo perduto per tutte le PMI con sede in uno Stato membro UE. Le domande si accettano a sportello: chi arriva prima, ha più probabilità di ottenere i fondi.
Cos’è il Fondo PMI EUIPO 2026
Il Fondo PMI EUIPO 2026 è un programma di sovvenzioni diretto della Commissione Europea, gestito operativamente dall’EUIPO (European Union Intellectual Property Office), l’ente con sede ad Alicante che gestisce la registrazione di marchi e disegni comunitari. Il programma è attivo dal 2 febbraio 2026 e resterà aperto fino al 4 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
L’obiettivo dichiarato del Fondo è abbassare la barriera d’ingresso alla protezione della proprietà intellettuale per le PMI europee, che spesso rinunciano a registrare marchi o brevettare innovazioni a causa dei costi iniziali delle procedure ufficiali. Con questo programma, le imprese possono ottenere il rimborso diretto delle spese sostenute, ricevuto sul conto corrente aziendale entro poche settimane dall’approvazione.
I tre voucher disponibili e i relativi importi
Il Fondo PMI EUIPO 2026 mette a disposizione tre tipologie di voucher, ciascuna dedicata a una diversa categoria di diritti di proprietà intellettuale.
Voucher 2 — Marchi e Disegni: fino a 700 euro
Il Voucher 2 copre le spese di registrazione di marchi e disegni industriali, sia a livello nazionale (presso l’UIBM, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) che a livello europeo (presso l’EUIPO) o internazionale (tramite il sistema di Madrid per i marchi e l’Aia per i disegni). Il rimborso copre una percentuale compresa tra il 50% e il 75% delle tasse ufficiali di registrazione, fino a un massimo di 700 euro per domanda.
Questo voucher è particolarmente strategico per le aziende che operano nel retail, nel food & beverage, nel fashion o in qualsiasi settore dove il brand ha un valore commerciale riconoscibile. Proteggere un marchio registrato equivale a difendere anni di investimenti in comunicazione e reputazione.
Voucher 3 — Brevetti Nazionali ed Europei: fino a 2.500 euro
Il Voucher 3 è il più articolato e può valere fino a 2.500 euro complessivi. Si divide in due componenti distinte:
- Rimborso tasse di deposito per brevetti nazionali (UIBM) e brevetti europei (EPO): fino a 1.000 euro
- Rimborso spese di consulenza per la redazione e il deposito di domande di brevetto europeo: fino a 1.500 euro
Quest’ultima componente è particolarmente utile per le PMI innovative che spesso non dispongono di consulenti specializzati in IP (Intellectual Property) e che devono affidarsi a studi brevettali esterni per la stesura delle rivendicazioni tecniche — la parte più critica e costosa dell’intero processo di brevettazione.
Voucher 4 — Varietà Vegetali: fino a 1.500 euro
Il Voucher 4 è riservato alle imprese del settore agricolo e alle biotecnologie vegetali. Copre le spese di deposito e di esame delle domande di protezione delle varietà vegetali comunitarie (CPVO), fino a un massimo di 1.500 euro. È uno strumento spesso trascurato ma di grande valore per le aziende sementiere, le cooperative agricole e le imprese agri-tech che sviluppano nuove cultivar.
Chi può richiedere il rimborso
Il Fondo PMI EUIPO 2026 è riservato alle Piccole e Medie Imprese con sede legale in uno dei 27 Stati membri dell’Unione Europea. La definizione di PMI applicata è quella comunitaria standard: meno di 250 dipendenti e fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro (oppure totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro).
La domanda può essere presentata direttamente dal titolare dell’azienda, da un dipendente autorizzato oppure da un rappresentante esterno — tipicamente un consulente brevettale o uno studio legale specializzato in IP — che agisca in nome e per conto dell’impresa.
Come fare domanda — la procedura passo per passo
La procedura corretta per accedere ai rimborsi del Fondo PMI EUIPO 2026 prevede questi passaggi, da seguire nell’ordine indicato:
- Accedere al portale ufficiale all’indirizzo euipo.europa.eu/sme-fund-2026 e creare o accedere con il proprio account EUIPO
- Selezionare i voucher di interesse (Voucher 2, 3 o 4) in base alle proprie esigenze di protezione IP
- Inviare la richiesta e attendere la decisione di sovvenzione ufficiale da parte di EUIPO (normalmente qualche giorno lavorativo)
- Solo dopo aver ricevuto i voucher approvati, procedere con il deposito legale del marchio, del brevetto o del disegno industriale e con il pagamento delle relative tasse
- Caricare le ricevute di pagamento sul portale EUIPO tramite il modulo di rimborso, accessibile dalla propria area personale
- Ricevere il rimborso direttamente sul conto bancario aziendale
Regola fondamentale: non pagare prima di ricevere i voucher
È questo il punto critico che molte PMI ignorano, perdendo il diritto al rimborso: qualsiasi spesa sostenuta prima della ricezione ufficiale dei voucher non è rimborsabile. EUIPO è molto chiaro su questo punto: la sequenza corretta è prima richiesta, poi approvazione, poi deposito e pagamento. Chi paga in anticipo — anche per semplice anticipo di un consulente — perde il diritto al rimborso su quelle spese.
Perché la proprietà intellettuale è un asset strategico per le PMI italiane
L’Italia è il quarto Paese europeo per numero di domande di marchio comunitario depositate ogni anno, eppure solo una minoranza delle PMI nazionali protegge formalmente i propri asset immateriali. Secondo i dati EUIPO, le imprese che registrano marchi e brevetti hanno in media una crescita del fatturato superiore del 6% rispetto a quelle che non lo fanno, e accedono più facilmente al credito bancario perché possono esibire asset intangibili valorizzati in bilancio.
In un contesto di forte pressione competitiva internazionale — acuita dai dazi statunitensi che stanno ridisegnando gli equilibri del commercio globale — tutelare il proprio brand e le proprie innovazioni tecnologiche non è più un lusso, ma una necessità strategica per ogni impresa che voglia difendere la propria posizione di mercato.
Come sfruttare l’opportunità entro il 2026
Il consiglio pratico per le PMI italiane è di non attendere. Il Fondo opera a sportello e i fondi, seppur consistenti, si esauriscono progressivamente nel corso dell’anno. Conviene presentare la domanda il prima possibile — anche se il deposito del marchio o del brevetto è previsto nei prossimi mesi — per assicurarsi la priorità nell’assegnazione.
Prima di procedere, vale la pena verificare se la propria impresa sta già beneficiando delle altre agevolazioni disponibili per il 2026: il Codice degli Incentivi 2026 ha introdotto una riforma organica di tutti gli aiuti alle imprese italiane che può offrire ulteriori opportunità di sostegno. Allo stesso modo, chi sta investendo in nuovi macchinari o beni strumentali può combinare il Fondo EUIPO con la Nuova Sabatini 2026, che mette a disposizione 650 milioni per le PMI. Per le imprese che necessitano anche di accesso al credito, il Fondo di Garanzia PMI 2026 rappresenta uno strumento complementare di grande utilità.
Per restare aggiornato su tutti gli incentivi disponibili per le imprese, consulta la sezione Imprese e PMI di Finanziamenti360.it.
Fonti ufficiali:
— EUIPO — Fondo per le PMI (pagina ufficiale)
— UIBM / MISE — Comunicato ufficiale Fondo PMI 2026
— EUIPO — FAQ Fondo PMI 2026
Le informazioni riportate hanno finalità puramente informative e non costituiscono consulenza finanziaria ai sensi del D.Lgs. 58/1998.
