Sta per essere pubblicato il nuovo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ridisegna il Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura (Fondo antiusura 2026). La novità più significativa è la trasformazione dei Confidi in soggetti erogatori diretti di credito, con la possibilità di concedere finanziamenti fino a 40.000 euro per singola operazione a favore di professionisti, microimprese e PMI in difficoltà. Una misura che punta a evitare che le imprese più fragili finiscano nel circuito del credito illegale.

Cos’è il Fondo Antiusura 2026

Il Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura, istituito dalla legge 7 marzo 1996 n. 108, è uno strumento gestito dal MEF – Dipartimento del Tesoro che destina risorse a Confidi, fondazioni e associazioni antiusura riconosciute, allo scopo di garantire o erogare finanziamenti a soggetti che non riescono ad accedere al credito ordinario.

Per il 2026 la dotazione complessiva del Fondo ammonta a circa 40 milioni di euro, ridistribuiti secondo nuove regole stabilite dal decreto MEF di prossima pubblicazione.

Le novità del decreto 2026

Finanziamenti diretti dei Confidi

La principale innovazione introdotta è che i Confidi diventano erogatori diretti: non sarà più necessario passare obbligatoriamente per un istituto bancario, ma il consorzio di garanzia potrà concedere il prestito direttamente al beneficiario. Il limite massimo per ciascuna operazione è fissato a 40.000 euro.

Garanzie potenziate fino all’80%

Per i finanziamenti erogati attraverso le banche, la garanzia offerta dai Confidi può coprire ora fino all’80% della somma erogata, con un importo massimo garantito di 150.000 euro. Questo riduce in modo significativo il rischio per gli istituti di credito e facilita la concessione del prestito.

Ripartizione delle risorse

Le risorse del Fondo per il 2026 saranno così distribuite:

  • 60% ai Confidi (circa 24 milioni di euro);
  • 40% alle fondazioni e associazioni antiusura riconosciute (circa 16 milioni di euro).

Chi può beneficiare del Fondo Antiusura

I destinatari del Fondo sono i soggetti che si trovano in situazione di difficoltà finanziaria e che, per questa ragione, hanno difficoltà ad accedere al credito ordinario. Si tratta in particolare di:

  • microimprese, piccole e medie imprese in temporanea crisi di liquidità;
  • professionisti iscritti ad albi o casse previdenziali;
  • famiglie e singoli cittadini esposti al rischio di sovraindebitamento.

Il decreto del 2026 amplia in particolare la platea delle microimprese escluse dal credito bancario tradizionale, una categoria spesso lasciata fuori dai circuiti ordinari di finanziamento.

Come richiedere il finanziamento

L’iter per accedere al Fondo antiusura prevede due possibili percorsi:

1. Tramite Confidi

Il richiedente si rivolge a un Confidi convenzionato presente nella propria regione. Il Confidi, secondo le nuove regole, può:

  • erogare direttamente un finanziamento fino a 40.000 euro;
  • oppure rilasciare la garanzia su un prestito bancario, coprendo fino all’80% dell’importo.

2. Tramite associazioni e fondazioni antiusura

Le fondazioni e associazioni antiusura riconosciute dal MEF offrono garanzie su prestiti bancari ai soggetti meritevoli ma in difficoltà, anche con istruttorie semplificate per situazioni di emergenza.

Dove trovare l’elenco dei soggetti accreditati

L’elenco completo dei Confidi, fondazioni e associazioni antiusura accreditati e i relativi recapiti regionali sono disponibili sul sito ufficiale del Dipartimento del Tesoro – Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Strumenti complementari per le PMI

Il Fondo antiusura si affianca ad altre misure dedicate al credito alle imprese: il Fondo di Garanzia PMI 2026 con coperture fino all’80% e la Nuova Sabatini 2026 con 1,49 miliardi a sportello per investimenti in beni strumentali.

Il contesto: PMI e accesso al credito

La riforma del Fondo antiusura si inserisce in un quadro più ampio di interventi a sostegno delle PMI italiane. Insieme al Fondo di Garanzia PMI, prorogato fino al 31 dicembre 2026, e alla riforma dei Confidi prevista dalla Legge annuale PMI 2026, l’obiettivo è dare alle imprese più piccole strumenti reali per superare i momenti di crisi senza ricorrere a finanziamenti irregolari.

Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni sul sito ufficiale del Dipartimento del Tesoro o consultare un Confidi accreditato prima di avviare la pratica.