La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una nuova imposta sostitutiva al 15% sulle componenti retributive legate al lavoro notturno, festivo, ai turni e ad alcune prestazioni di lavoro straordinario. La misura, operativa già nelle buste paga di maggio, vuole alleggerire la pressione fiscale sui lavoratori del settore privato che svolgono mansioni con orari disagiati, riducendo l’IRPEF ordinaria e le addizionali regionali e comunali su un tetto annuo di 1.500 euro.
Cosa prevede la nuova tassazione agevolata
Si tratta di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, applicata nella misura ridotta del 15% in luogo della tassazione ordinaria a scaglioni. Il datore di lavoro la applica in automatico, in qualità di sostituto d’imposta, sulle componenti retributive previste dalla norma.
Le voci retributive interessate
Rientrano nell’ambito dell’agevolazione:
- maggiorazioni per il lavoro notturno;
- maggiorazioni per il lavoro svolto nei giorni festivi e nelle giornate di riposo settimanale;
- compensi per il lavoro a turni;
- determinate prestazioni di lavoro straordinario quando connesse a turni, lavoro notturno o festivo, secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva.
Resta esclusa, di regola, la generalità dello straordinario ordinario, che continua a essere tassato secondo le regole IRPEF tradizionali, salvo i casi specificamente individuati dalla legge.
Chi può beneficiare dell’agevolazione
L’imposta sostitutiva al 15% è riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato che, nell’anno d’imposta 2025, non abbiano superato un reddito da lavoro dipendente pari a 40.000 euro. Il limite tiene conto del reddito complessivo da lavoro subordinato e segue la logica già adottata per altre detassazioni introdotte negli anni passati.
Esclusioni rilevanti
La normativa prevede alcune eccezioni: per i lavoratori del settore turismo, ricettivo e termale continua ad applicarsi una specifica disciplina di favore già introdotta in precedenza per il lavoro notturno e straordinario nei periodi di alta stagione. Restano fuori dall’ambito i dipendenti pubblici, per i quali è prevista una misura analoga ma con tetti e modalità differenti.
Tetto di 1.500 euro e applicazione in busta paga
Il limite massimo dell’imponibile assoggettabile all’imposta sostitutiva è fissato a 1.500 euro lordi annui. Le somme eccedenti tornano al regime fiscale ordinario. Il datore di lavoro applica la sostitutiva in automatico nei cedolini, salvo che il lavoratore manifesti per iscritto la volontà di rinunciare al beneficio.
La rinuncia può avere senso, ad esempio, quando l’applicazione della tassazione agevolata farebbe perdere al dipendente detrazioni o bonus collegati al reddito complessivo. È quindi consigliabile valutare la propria situazione con il sostituto d’imposta o con un consulente del lavoro.
Cosa cambia concretamente in busta paga
Per un lavoratore con aliquota marginale IRPEF del 35% (per riferimenti agli sgravi contributivi correlati si veda il Decreto Primo Maggio), l’agevolazione comporta un risparmio fiscale del 20% sulle somme rientranti nel tetto, oltre al risparmio sulle addizionali regionale e comunale. Su 1.500 euro pieni, il vantaggio annuo può superare i 300 euro netti, variabile in base al territorio di residenza e al CCNL applicato.
Cumulabilità con altre detassazioni
L’imposta sostitutiva al 15% non è cumulabile, sulle medesime somme, con altre forme di detassazione introdotte dalla stessa Legge di Bilancio 2026, come l’agevolazione al 5% sugli aumenti contrattuali nei rinnovi CCNL nei rinnovi CCNL del settore privato. È quindi essenziale che il datore di lavoro distingua correttamente, in busta paga, le diverse componenti.
Adempimenti per imprese e dipendenti
Le imprese devono aggiornare i software paghe per identificare correttamente le voci interessate dalla detassazione, conservare la documentazione utile a dimostrare il rispetto dei requisiti reddituali e gestire eventuali rinunce dei dipendenti. La Agenzia delle Entrate e l’INPS hanno emanato circolari interpretative su limiti, esclusioni e modalità di calcolo.
Per i dipendenti, è opportuno verificare il proprio cedolino di maggio 2026 per individuare la voce relativa all’imposta sostitutiva e accertarsi che le maggiorazioni notturne, festive o di turno siano state correttamente assoggettate al regime agevolato.
Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, e consultare il proprio consulente del lavoro per valutazioni personalizzate.
