Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026: detrazione del 50% fino a 5.000 euro — chiariti i limiti al cumulo

Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici resta una delle agevolazioni più richieste dalle famiglie italiane anche nel 2026. Si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, calcolata su un tetto di spesa massimo di 5.000 euro per immobile. La novità più rilevante dell’anno arriva dal chiarimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso marzo, che ha definito una volta per tutte i confini con il distinto Bonus Elettrodomestici (voucher 2025 prorogato): i due incentivi non sono cumulabili sullo stesso bene.

In cosa consiste il bonus mobili 2026

Il bonus mobili è una detrazione fiscale ai fini IRPEF da ripartire in 10 quote annuali di pari importo. Significa che chi spende 5.000 euro in mobili nel 2026 potrà recuperare 2.500 euro complessivi in dieci anni, ossia 250 euro l’anno scalati direttamente dall’imposta sul reddito.

Il limite di 5.000 euro è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2026 senza modifiche rispetto al 2025. Da segnalare che l’importo è riferito alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione: chi sta ristrutturando due immobili distinti può fruire del bonus due volte, con un tetto separato per ciascuno.

Quali beni rientrano nell’agevolazione

L’elenco dei beni ammessi alla detrazione comprende:

  • Mobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze e materassi (anche se solitari);
  • Apparecchi di illuminazione: lampade da tavolo, da terra, applique, lampadari (purché parte integrante dell’arredamento);
  • Grandi elettrodomestici in classe energetica non inferiore a A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori. Sono ammessi: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, forni, piani cottura elettrici, cucine, condizionatori e ventilatori, scaldacqua elettrici.

Sono esclusi porte, pavimenti, tende, complementi d’arredo come tappeti e specchi, oltre ai piccoli elettrodomestici (frullatori, ferri da stiro, asciugacapelli) e ai dispositivi audio-video.

Il vincolo della ristrutturazione

Per accedere al bonus mobili è obbligatorio che sia in corso o sia stata completata, sull’unità immobiliare di destinazione, una ristrutturazione che dia diritto alla detrazione del 50% (Bonus Ristrutturazioni 2026). I lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente rispetto a quello in cui si effettua la spesa per l’arredamento. Quindi, per un acquisto nel 2026, i lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.

Sono ammessi sia interventi di manutenzione straordinaria, sia di restauro e risanamento conservativo, sia di ristrutturazione edilizia su singole unità o su parti comuni dell’edificio. Restano esclusi gli interventi di sola manutenzione ordinaria sulle singole abitazioni (mentre rientrano se eseguiti su parti comuni condominiali).

Stop al cumulo con il Bonus Elettrodomestici 2025

Una delle questioni più discusse dell’inizio 2026 ha riguardato la possibilità di cumulare il bonus mobili (detrazione del 50%) con il Bonus Elettrodomestici 2025, ossia il voucher fino a 200 euro per la rottamazione di apparecchi obsoleti gestito tramite app IO. L’Agenzia delle Entrate, nella circolare diffusa lo scorso marzo, ha chiarito che i due incentivi non sono cumulabili sullo stesso bene: chi utilizza il voucher elettrodomestici per acquistare un nuovo frigorifero non può poi inserire la stessa spesa nel calcolo della detrazione del 50%.

È invece consentito utilizzare il voucher per un elettrodomestico e portare in detrazione altri beni acquistati per lo stesso intervento di ristrutturazione (mobili nuovi o un secondo grande elettrodomestico non oggetto del voucher).

Come si paga e cosa conservare

Il pagamento dei beni deve avvenire con strumenti tracciabili: bonifico bancario o postale (anche non parlante), carta di credito o di debito. Sono esclusi gli assegni bancari, i contanti e altri mezzi di pagamento non tracciabili. È possibile anche il finanziamento con cessione del quinto, purché la società finanziaria paghi il fornitore con metodo tracciabile.

Documenti da conservare per dieci anni:

  • Ricevuta del bonifico (o estratto conto se si è pagato con carta);
  • Fattura d’acquisto con dettaglio dei beni e della classe energetica per gli elettrodomestici;
  • Documentazione della ristrutturazione (CILA, comunicazione preventiva ENEA per gli interventi a risparmio energetico);
  • Dichiarazione sostitutiva attestante la data di inizio lavori, se non risulta da titoli abilitativi.

Come si recupera la detrazione

La detrazione del 50% va indicata nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) dell’anno successivo a quello dell’acquisto. È necessario disporre di una capienza IRPEF sufficiente: chi ha imposte basse o nessuna imposta dovuta non può fruire del beneficio nell’anno (la quota non utilizzata non si trasferisce agli anni successivi).

Per chi ha bassa capienza IRPEF, è bene valutare l’opportunità di ripartire gli acquisti nel tempo o, in alternativa, considerare gli incentivi diretti come il bonus elettrodomestici a voucher quando attivo.

Per i moduli e la guida operativa è disponibile la sezione dedicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e consultare un commercialista per la corretta applicazione nel proprio caso specifico.