Pianificare gli investimenti aziendali richiede certezze. Con il Decreto Legge 38/2026, il governo ha introdotto una distinzione fondamentale per le imprese che aderiscono a Transizione 5.0: chi ha già impegnato risorse prima del decreto (le cosiddette “imprese esodate”) e chi può ancora accedere al credito d’imposta nella sua forma piena. Ecco la guida completa per capire come cambiano le regole e cosa conviene fare oggi.
Cos’è Transizione 5.0 e perché è importante nel 2026
Transizione 5.0 è il piano nazionale che affianca e supera Transizione 4.0, con l’obiettivo di incentivare investimenti in tecnologie digitali e sostenibilità energetica nelle imprese italiane. A differenza di Industria 4.0, Transizione 5.0 aggiunge un requisito fondamentale: gli investimenti devono produrre una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% a livello di processo o del 5% a livello di stabilimento.
Il credito d’imposta originario prevedeva aliquote fino al 45% per le prime classi di risparmio energetico, con una dotazione complessiva di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, successivamente prorogata e rifinanziata per il 2026. Tuttavia, l’entrata in vigore del DL 38/2026 ha modificato significativamente il quadro per alcune categorie di imprese.
Chi sono le “imprese esodate” e cosa è cambiato con il DL 38/2026
Con il termine “imprese esodate” si identificano le aziende che, prima dell’entrata in vigore del DL 38/2026, avevano già:
- Ottenuto la prenotazione del credito d’imposta tramite il portale GSE
- Sottoscritto contratti vincolanti con i fornitori
- Effettuato acconti documentati per gli investimenti in beni strumentali 5.0
Per queste imprese, il DL 38/2026 ha introdotto una riduzione retroattiva del credito d’imposta al 35% (rispetto alle aliquote precedentemente confermate), con la motivazione di riallocare risorse su nuove priorità industriali. Si tratta di una misura controversa, che ha suscitato forti critiche dalle associazioni di categoria come Confindustria e CNA, proprio perché colpisce investimenti già programmati sulla base di regole diverse.
Il credito ridotto al 35%: impatto concreto sulle aziende
Il passaggio al 35% produce effetti tangibili sul piano finanziario. Un esempio pratico:
- Investimento totale in beni strumentali 4.0 con requisiti 5.0: 500.000 euro
- Credito atteso con le vecchie aliquote (es. 45%): 225.000 euro
- Credito effettivo con il nuovo limite al 35%: 175.000 euro
- Differenza: -50.000 euro rispetto alle attese iniziali
Per le imprese con investimenti più elevati, l’impatto può essere ancora più significativo. Il credito è sempre utilizzabile in compensazione tramite modello F24 nei 3 anni successivi alla maturazione, ma il valore complessivo dell’agevolazione risulta ridotto.
Le imprese esodate hanno 60 giorni dall’entrata in vigore del DL per comunicare al GSE eventuali rinunce o modifiche ai progetti già prenotati, senza incorrere in penali.
Imprese non esodate: le opportunità rimangono intatte
Per le aziende che non avevano ancora avviato la procedura di prenotazione al momento dell’entrata in vigore del DL 38/2026, le aliquote rimangono quelle in vigore prima del decreto per i nuovi progetti, soggette però a specifici tetti di spesa:
- Classe I (risparmio energetico 3-6% a livello di processo): credito d’imposta del 35% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- Classe II (risparmio energetico 6-10%): credito d’imposta del 40% per investimenti fino a 10 milioni di euro
- Classe III (risparmio energetico oltre 10%): credito d’imposta del 45% per investimenti oltre 10 milioni di euro
Il prerequisito della riduzione dei consumi energetici rimane centrale: senza una certificazione EX-ANTE rilasciata da un valutatore indipendente accreditato, la domanda non può essere presentata.
Cosa fare adesso se sei un’impresa esodata
Se rientri nella categoria delle imprese esodate, il percorso consigliato è il seguente:
- Verifica la prenotazione sul portale GSE: accedi all’area riservata e controlla lo stato della tua prenotazione e il credito originariamente confermato
- Calcola l’impatto della riduzione: con l’aiuto del tuo commercialista, stima la differenza tra il credito atteso e quello effettivo al 35%
- Valuta se procedere o rinunciare: se la riduzione rende l’investimento non conveniente, hai 60 giorni per comunicare la rinuncia al GSE senza penali
- Verifica possibili compensazioni: controlla se l’investimento è cumulabile con altri incentivi (es. Nuova Sabatini, contratti di sviluppo) per recuperare parte del beneficio perduto
- Aggiorna il piano finanziario: ricalcola ROI e payback period sulla base del nuovo credito disponibile
Come accedere a Transizione 5.0: procedura e GSE
Per le imprese che devono ancora avviare la procedura, i passi fondamentali sono:
- Certificazione energetica ex-ante: affida a un Energy Manager o ESCo certificata la redazione della perizia che documenta la riduzione attesa dei consumi energetici
- Prenotazione sul portale GSE: accedi all’area “Transizione 5.0” del portale GSE con credenziali SPID e compila la scheda di prenotazione con i dati del progetto
- Acquisizione e interconnessione dei beni: completa gli investimenti entro i termini previsti (31 dicembre 2026 per i beni prenotati nel 2026)
- Certificazione ex-post: fai redigere la perizia finale che attesta il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico
- Comunicazione di completamento al GSE: invia la documentazione conclusiva per ottenere il certificato che abilita la compensazione fiscale
Link utile
Per un quadro completo delle agevolazioni per le imprese alla luce del DL 38/2026, consulta la nostra analisi su Iperammortamento 2026 e DL 38: cosa cambia per i beni 4.0.
Conclusione
Il DL 38/2026 introduce una frattura netta tra chi aveva già pianificato gli investimenti in Transizione 5.0 e chi deve ancora farlo. Per le imprese esodate, la riduzione al 35% è una doccia fredda che richiede una rivalutazione immediata dei piani. Per le altre, l’incentivo rimane valido e conveniente. In entrambi i casi, la chiave è agire con informazione aggiornata e supporto professionale qualificato.
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