Una svolta attesa da migliaia di imprese italiane è arrivata il 1° aprile 2026: dopo settimane di tensioni tra il mondo produttivo e le istituzioni, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato il ripristino integrale delle risorse per il Piano Transizione 5.0, portando la dotazione complessiva a 1,5 miliardi di euro. La notizia riguarda in particolare le oltre 7.000 aziende cosiddette “esodati” — imprese che avevano prenotato il credito d’imposta ma si erano trovate senza copertura dopo l’esaurimento dei fondi originari avvenuto il 6 novembre 2025.

Il credito d’imposta per i beni strumentali sale ora al 90%, mentre per le fonti energetiche rinnovabili (FER) e la formazione viene garantita la copertura al 100% delle domande validamente presentate. Le imprese attendono ora la pubblicazione del decreto attuativo, previsto entro i primi dieci giorni di maggio 2026.

Cosa Era Successo: Il Taglio del Decreto Fiscale

Il decreto-legge n. 38/2026 — il cosiddetto Decreto Fiscale — pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026, aveva suscitato forti reazioni nel mondo delle imprese. Il provvedimento, pur introducendo misure di sostegno come il nuovo meccanismo di iperammortamento, aveva ridotto le risorse destinate agli “esodati” di Transizione 5.0 da 1,3 miliardi di euro a soli 537 milioni, con un taglio retroattivo del credito d’imposta che per alcune categorie si sarebbe attestato al 35%.

La misura aveva colpito le aziende che avevano effettuato investimenti — o si erano impegnate a farlo — dopo il 6 novembre 2025, data in cui i fondi originariamente stanziati si erano esauriti. Queste imprese si erano trovate in una situazione di forte incertezza: avevano avviato processi di trasformazione digitale e di risparmio energetico fidandosi degli incentivi promessi, per poi scoprire che le risorse erano state drasticamente ridimensionate.

Confindustria e le principali associazioni di categoria avevano immediatamente sollevato la questione, chiedendo al Governo un intervento correttivo urgente.

L’Accordo del 1° Aprile 2026

Il tavolo convocato al MIMIT il 1° aprile 2026 ha prodotto un risultato concreto. Il ministro Urso ha annunciato che i 1,3 miliardi originariamente previsti dalla Legge di Bilancio vengono integralmente ripristinati, cui si aggiungono ulteriori 200 milioni di euro a carico del Ministero, per un totale di 1,5 miliardi di euro.

“Abbiamo fatto il massimo sforzo possibile. Tutti gli impegni saranno onorati”, ha dichiarato il ministro Urso al termine del vertice, durato circa trenta minuti a Palazzo Piacentini.

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha accolto positivamente la notizia: “Gli imprenditori continueranno a fidarsi delle istituzioni”. Il segretario generale di Confcommercio, Marco Barbieri, ha aggiunto: “Il Governo ha rimesso le imprese al centro e ora possono beneficiare di quanto era stato promesso”.

Le nuove aliquote del credito d’imposta per gli esodati di Transizione 5.0 sono le seguenti:

  • 90% per i beni strumentali (macchinari, software, sistemi Industry 4.0)
  • 100% per le fonti energetiche rinnovabili (FER) e per la formazione del personale

Come Funziona il Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 è un’iniziativa governativa che offre un credito d’imposta per sostenere la doppia transizione digitale ed energetica delle imprese. Possono accedervi tutte le imprese residenti in Italia o dotate di stabile organizzazione sul territorio nazionale, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza, dalla dimensione aziendale o dal regime fiscale adottato. Possono beneficiarne anche le Energy Service Companies (ESCo) per progetti realizzati presso gli impianti di clienti terzi.

Investimenti ammissibili

Per accedere al beneficio, gli investimenti devono consentire una riduzione dei consumi energetici. La normativa vigente prevede due soglie:

  • riduzione del 3% dei consumi energetici dell’intera struttura produttiva, oppure
  • riduzione del 5% dei consumi nei processi produttivi interessati dall’investimento.

Gli asset finanziabili includono: beni strumentali materiali e immateriali riconducibili agli Allegati A e B della Legge 232/2016 (tecnologie Industria 4.0), impianti per fonti energetiche rinnovabili e sistemi di stoccaggio, nonché attività di formazione del personale (nel limite del 10% del valore dell’investimento strumentale, fino a un massimo di 300.000 euro).

La procedura di accesso

Il processo di accesso al beneficio prevede tre fasi operative:

  1. Certificazione preventiva (ex-ante): l’impresa presenta tramite la piattaforma GSE una dichiarazione attestante la conformità del progetto ai requisiti di risparmio energetico.
  2. Conferma dell’ordine: entro 30 giorni dalla prenotazione, l’impresa deve confermare l’ordine con il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo.
  3. Certificazione ex-post: al termine dell’investimento, viene inviata una notifica di completamento con la relativa certificazione finale.

Dotazione Complessiva: Quasi 14 Miliardi per le Imprese

Con le risorse annunciate il 1° aprile, la dotazione totale destinata a Transizione 5.0 sale a 4,25 miliardi di euro. Se si sommano i 9,7 miliardi previsti per il nuovo meccanismo di iperammortamento introdotto dal D.L. 38/2026, le risorse complessivamente messe a disposizione delle imprese italiane per la trasformazione digitale e industriale raggiungono circa 13,95 miliardi di euro.

Il Decreto Fiscale ha anche introdotto il nuovo iperammortamento 2026: un meccanismo di maggiorazione degli ammortamenti che, rispetto al passato, presenta l’innovazione dell’estensione anche a beni di provenienza extra-UE. Si tratta di uno strumento complementare a Transizione 5.0, che consente una deduzione fiscale potenziata sul costo dei beni acquistati, con caratteristiche, requisiti e vantaggi distinti.

I Prossimi Passi per le Imprese

Le risorse annunciate dovranno essere formalizzate attraverso un decreto attuativo atteso entro i primi dieci giorni di maggio 2026. Le imprese sono pertanto invitate a monitorare la Gazzetta Ufficiale e il sito del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per gli aggiornamenti sulle modalità operative di accesso al beneficio ripristinato.

Nel frattempo, le oltre 7.000 aziende “esodati” che si trovavano in lista d’attesa possono fare riferimento all’impegno formale assunto dal Governo nel corso del vertice ministeriale del 1° aprile 2026.

Conclusione

La vicenda di Transizione 5.0 mette in luce la complessità dei meccanismi di incentivazione industriale e l’importanza di un presidio costante sull’evoluzione normativa per le imprese che intendono accedere ai benefici disponibili. L’accordo raggiunto il 1° aprile 2026 ha segnato un punto di svolta significativo, ripristinando le aspettative di migliaia di aziende che avevano pianificato investimenti green e digitali confidando nelle risorse originariamente promesse.

Per le imprese interessate, è fondamentale verificare la propria posizione tramite la piattaforma GSE e attendere la pubblicazione del decreto attuativo per conoscere con esattezza le condizioni di accesso alle risorse ripristinate.


Le informazioni riportate hanno finalità puramente informative e non costituiscono consulenza finanziaria ai sensi del D.Lgs. 58/1998. Per valutare l’accesso agli incentivi descritti, si raccomanda di rivolgersi a professionisti abilitati o alle strutture competenti.

Fonti: ANSA, Milano Finanza, Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026 (D.L. 38/2026), MIMIT — Ministero delle Imprese e del Made in Italy, GSE — Gestore dei Servizi Energetici, Confindustria, Confcommercio.