Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha emesso il Decreto del 13 marzo 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2026, che introduce una svolta significativa per le imprese agricole italiane colpite da eventi calamitosi eccezionali: gli esoneri contributivi INPS vengono ora riclassificati sotto il regime di aiuti “de minimis”, con un massimale innalzato fino a 50.000 euro per impresa nell’arco di tre esercizi finanziari. Una misura attesa, che sblocca pratiche rimaste in sospeso da anni e che apre nuove prospettive di tutela finanziaria per centinaia di aziende agricole distribuite in più regioni italiane.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio cosa prevede il decreto, chi ne può beneficiare, come funziona il regime de minimis in agricoltura, quali sono i massimali e le verifiche richieste dall’INPS, e quale impatto concreto questa misura avrà sulle imprese del settore primario italiano.

Che cos’è il Decreto Ministeriale del 13 Marzo 2026 e Perché è Importante

Il Decreto del 13 marzo 2026, firmato dal Ministero dell’Agricoltura, rappresenta uno snodo normativo cruciale nel sistema di tutela delle imprese agricole italiane danneggiate da avversità climatiche eccezionali. Con questo atto, il MASAF ha istituito formalmente il regime «de minimis» per la concessione di esoneri contributivi da parte dell’INPS relativamente ad alcune avversità dichiarate eccezionali mediante appositi decreti di declaratoria.

In pratica, fino ad oggi gli aiuti sotto forma di esonero contributivo a favore delle aziende agricole sinistrate erano concessi in base a un regime di esenzione specifico (SA.49425 del 2017, denominato XA). Il nuovo decreto sostituisce integralmente tale regime con quello “de minimis”, allineando le procedure italiane alle più recenti disposizioni del diritto europeo sugli aiuti di Stato in agricoltura e consentendo all’INPS di sbloccare pratiche in sospeso da mesi, se non da anni.

Questa transizione normativa non è puramente formale: il passaggio al regime de minimis consente di applicare le regole aggiornate del Regolamento (UE) n. 2024/3118, che ha raddoppiato il massimale degli aiuti concedibili, portandolo da 25.000 a 50.000 euro. Un incremento di straordinaria importanza per le piccole e medie imprese agricole.

Il Regime “de Minimis” in Agricoltura: Cos’è e Come Funziona

Il termine de minimis in diritto europeo degli aiuti di Stato indica una categoria di aiuti pubblici considerati di entità così ridotta da non alterare la concorrenza né incidere sul commercio tra gli Stati membri dell’UE. Per questo motivo, tali aiuti sono esentati dall’obbligo di notifica preventiva alla Commissione europea, semplificando enormemente le procedure di concessione da parte delle autorità nazionali.

In ambito agricolo, il quadro normativo di riferimento è il Regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione europea, del 18 dicembre 2013. Questo regolamento è stato modificato dal Regolamento (UE) n. 2024/3118 del dicembre 2024, che ha introdotto il nuovo massimale di 50.000 euro per impresa nell’arco di tre esercizi finanziari consecutivi.

Il meccanismo è semplice ma rigoroso: ogni impresa agricola può ricevere aiuti pubblici in regime de minimis per un importo totale non superiore a 50.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari consecutivi, tenendo conto di tutti gli aiuti ricevuti da qualsiasi fonte pubblica.

Chi Può Beneficiare degli Esoneri: Le Regioni e gli Eventi Calamitosi Interessati

Il Decreto del 13 marzo 2026 si applica a eventi eccezionali che hanno colpito il territorio italiano e che sono stati oggetto di specifici decreti di declaratoria da parte del MASAF:

  • Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Liguria e Campania: imprese agricole colpite dagli eventi calamitosi verificatisi nei giorni 7-9 aprile 2021;
  • Puglia: imprese agricole danneggiate da eventi climatici avversi nel periodo 1° gennaio – 30 settembre 2021.

Si tratta di eventi di portata eccezionale che hanno causato danni ingenti alle colture, alle strutture produttive e al bestiame di numerose aziende agricole. Gelate tardive, grandinate violente, siccità prolungate e alluvioni sono tra i fenomeni che hanno colpito duramente il tessuto agricolo di queste regioni.

Il fatto che il decreto si occupi di eventi del 2021 dimostra quanto le procedure di tutela contributiva siano storicamente lente e farraginose: molte aziende attendono da anni una risposta definitiva alle proprie istanze di esonero. Il nuovo decreto sblocca questa situazione, consentendo all’INPS di procedere con le pratiche in sospeso.

In particolare, il provvedimento consente all’INPS di accogliere le richieste di esonero contributivo parziale che non erano state ancora definite o che erano state definite con l’erogazione dell’esonero in data successiva al termine del 30 giugno 2023, data di scadenza prevista dalla vecchia normativa di esenzione SA.49425.

Il Massimale di 50.000 Euro: Un Cambiamento Fondamentale per le Imprese Agricole

La modifica più rilevante è l’innalzamento del massimale de minimis da 25.000 a 50.000 euro per impresa, disposto dal Regolamento (UE) 2024/3118 del dicembre 2024 e ora applicato agli esoneri contributivi INPS in agricoltura.

Questo cambiamento ha implicazioni pratiche molto concrete. Per comprenderne la portata, si pensi a un’azienda vitivinicola o cerealicola di medie dimensioni che nel 2021 ha subito danni da eventi climatici e aveva dipendenti con obblighi contributivi INPS significativi. Con il vecchio massimale di 25.000 euro, molte aziende non avevano potuto ricevere l’intero importo di esonero contributivo. Con il nuovo tetto di 50.000 euro, la situazione cambia radicalmente, consentendo un ristoro più adeguato ed equo rispetto ai danni realmente subiti.

È importante sottolineare che il massimale di 50.000 euro è un cumulo triennale: viene calcolato sommando tutti gli aiuti de minimis ricevuti nell’esercizio fiscale in corso e nei due precedenti. Non si tratta di un “bonus annuo”, ma di un plafond aggregato che richiede una gestione attenta da parte delle imprese e dei loro consulenti fiscali.

Come Funzionano le Verifiche dell’INPS: Il Controllo Antiabuso

Il Decreto del 13 marzo 2026 impone all’INPS una verifica specifica prima della concessione di ogni esonero contributivo: l’istituto previdenziale deve accertarsi che l’importo dello sgravio contributivo, sommato a tutti gli altri strumenti di aiuto già concessi dalle Regioni all’impresa richiedente, non comporti una sovracompensazione rispetto ai danni effettivamente subiti.

La sovracompensazione è espressamente vietata dalla normativa UE: un’impresa non può ricevere aiuti pubblici per un importo superiore al danno effettivamente patito. In termini operativi, l’INPS deve:

  1. Verificare l’entità del danno documentato dall’impresa agricola;
  2. Acquisire informazioni sugli altri aiuti già percepiti (contributi regionali, indennizzi assicurativi, aiuti a fondo perduto);
  3. Calcolare che la somma di tutti gli aiuti non superi il danno documentato né il massimale de minimis di 50.000 euro nel triennio;
  4. Solo in esito positivo, procedere con la concessione dello sgravio.

Per le imprese, la documentazione dei danni è fondamentale: perizie, relazioni tecniche, dati catastali, estratti conto aziendali e ogni altra prova che attesti la reale entità del sinistro saranno essenziali per ottenere l’esonero nella misura massima prevista.

Impatto Concreto per le Imprese Agricole: Chi Deve Agire Subito

Aziende con pratiche INPS in sospeso: Le imprese che avevano presentato richiesta di esonero contributivo per gli eventi calamitosi del 2021 e che si sono viste respingere la domanda o che la vedono ancora in fase istruttoria devono immediatamente contattare il proprio consulente del lavoro. Il decreto sblocca queste pratiche e consente all’INPS di riesaminarle in base al nuovo regime.

Aziende che non avevano mai presentato domanda: Alcune imprese, scoraggiate dai lunghi tempi e dalle incertezze normative, potrebbero non aver mai presentato istanza. È il momento di valutare se i presupposti per l’esonero sono soddisfacibili, anche alla luce del nuovo massimale più elevato.

Aziende che monitorano aiuti cumulati: Per le imprese di Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Liguria, Campania e Puglia è fondamentale aggiornare il registro degli aiuti de minimis percepiti, per verificare lo spazio disponibile fino alla soglia di 50.000 euro nel triennio.

Consulenti, CAF e patronati agricoli: I professionisti che assistono imprese agricole devono aggiornarsi urgentemente sul nuovo quadro normativo e supportare i propri clienti nella predisposizione della documentazione necessaria per le verifiche INPS.

Il Contesto Più Ampio: La Tutela delle Imprese Agricole nel 2026

Il Decreto del 13 marzo 2026 si inserisce in un contesto di progressivo rafforzamento degli strumenti di tutela per il settore agricolo italiano, che negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare sfide senza precedenti: cambiamento climatico, volatilità dei prezzi delle materie prime, aumento dei costi energetici e pressioni competitive dai mercati internazionali.

Il 2026 ha visto una particolare intensificazione delle misure di sostegno al settore primario:

  • Il Bando ISMEA Investe 2026 ha messo a disposizione 100 milioni di euro in finanziamenti agevolati per le società di capitali della filiera agroalimentare, con scadenza 15 maggio 2026;
  • Il Bando ISMEA Trattori 2026 ha reso disponibili contributi fino all’80% per l’ammodernamento dei mezzi agricoli;
  • Il Bando Agrisolare 2026, operativo dal 10 marzo 2026, ha stanziato 800 milioni aggiuntivi per il fotovoltaico sui tetti delle aziende agricole;
  • Le nuove misure di esonero contributivo INPS in regime de minimis si aggiungono come strumento di protezione retroattiva per i danni da calamità.

Il settore agricolo italiano conta un valore della produzione superiore ai 60 miliardi di euro l’anno e circa 740.000 aziende agricole attive sul territorio: una realtà economica e sociale che merita strumenti di tutela moderni ed efficaci.

Come Accedere agli Esoneri Contributivi INPS: La Procedura Pratica

Passo 1 – Verificare l’eleggibilità: Accertarsi di rientrare tra le imprese agricole colpite dagli eventi calamitosi dichiarati eccezionali nelle regioni indicate dal decreto (Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Liguria, Campania per eventi 7-9 aprile 2021; Puglia per eventi 1° gennaio – 30 settembre 2021).

Passo 2 – Raccogliere la documentazione: Predisporre tutta la documentazione attestante i danni subiti: perizie agrostimative, estratti dei contributi INPS dovuti e versati, ricevute di altri aiuti pubblici già percepiti.

Passo 3 – Verificare il plafond de minimis disponibile: Consultare il Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA) sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per verificare il margine disponibile fino ai 50.000 euro di massimale nel triennio.

Passo 4 – Presentare o riaprire la domanda all’INPS: Contattare la sede INPS competente per territorio o accedere ai servizi telematici INPS. È fortemente consigliata l’assistenza di un consulente del lavoro o di un patronato agricolo specializzato (CAA – Centro Autorizzato di Assistenza Agricola).

Passo 5 – Attendere la verifica e la concessione: L’INPS procederà alle verifiche e, in esito positivo, concederà lo sgravio contributivo nella misura determinata.

Normativa di Riferimento

  • Decreto Ministeriale 13 marzo 2026 – MASAF, Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2026: istituzione del regime «de minimis» per esoneri contributivi INPS
  • Regolamento (UE) n. 1408/2013 – Commissione europea: aiuti de minimis nel settore della produzione agricola
  • Regolamento (UE) n. 2024/3118 – Modifica con innalzamento del massimale da 25.000 a 50.000 euro nel triennio
  • D.Lgs. n. 228/2001 – Disciplina dell’imprenditoria agricola italiana

Conclusioni: Una Misura Attesa che Tutela le Imprese Agricole più Vulnerabili

Il Decreto del 13 marzo 2026 è una misura di grande importanza pratica per le imprese agricole italiane che hanno subito danni da eventi climatici eccezionali. Il passaggio al regime de minimis, con il massimale raddoppiato a 50.000 euro, non solo sblocca pratiche in sospeso da mesi o anni, ma introduce un quadro normativo più moderno e coerente con le ultime evoluzioni del diritto europeo degli aiuti di Stato.

Per le imprese agricole delle regioni coinvolte — Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Liguria, Campania e Puglia — il messaggio è chiaro: è il momento di agire. Rivolgetevi ai vostri consulenti, verificate le vostre pratiche INPS in sospeso e assicuratevi di non perdere un’agevolazione a cui avete diritto. In un settore già sotto pressione da più fronti, ogni euro di sostegno fa la differenza.

Seguire con attenzione l’evoluzione normativa e farsi assistere da professionisti qualificati è la chiave per non perdere opportunità preziose di riduzione del carico contributivo e fiscale aziendale.