Il decreto PNRR 2026, convertito definitivamente nella Legge n. 50/2026, segna un punto di svolta per il settore delle energie rinnovabili in Italia. Il provvedimento stanzia complessivamente oltre 4 miliardi di euro in nuovi programmi di sovvenzione destinati al biometano, all’agrivoltaico e alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), rafforzando l’asse tra agricoltura e produzione di energia pulita.
Le tre direttrici di intervento
Il decreto distribuisce le risorse su tre filoni principali, tutti gestiti dal GSE – Gestore dei Servizi Energetici:
- 795 milioni di euro per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), con focus sui nuovi investimenti e sul sostegno ai progetti già avviati;
- oltre 1 miliardo di euro per l’agrivoltaico, per incentivare impianti fotovoltaici integrati in contesti agricoli senza ridurre le superfici coltivate;
- oltre 2,2 miliardi di euro per il biometano, a sostegno della produzione di gas rinnovabile con particolare attenzione ai settori agricolo e industriale.
CER: 795 milioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili
Le CER continuano a essere uno strumento centrale per la transizione ecologica diffusa. Il decreto rifinanzia gli incentivi sia per la creazione di nuove comunità sia per il potenziamento di quelle esistenti. Possono beneficiarne enti pubblici, imprese, cittadini e cooperative agricole che si associano per produrre, condividere e consumare energia rinnovabile a livello locale, soprattutto nei comuni sotto i 5.000 abitanti.
Agrivoltaico: oltre 1 miliardo per gli impianti integrati in agricoltura
L’agrivoltaico è la grande novità del provvedimento per il mondo agricolo. Si tratta di impianti fotovoltaici progettati per coesistere con l’attività agricola sottostante, garantendo continuità di produzione di colture e allevamenti. Il finanziamento si rivolge a imprenditori agricoli, consorzi e società agricole che intendono installare sistemi avanzati con tracker, pannelli sopraelevati o moduli semitrasparenti.
Biometano: 2,2 miliardi per la filiera agricola e industriale
Il filone più consistente è quello dedicato al biometano. Le risorse sostengono la realizzazione di nuovi impianti di produzione e la riconversione di impianti biogas esistenti, con un focus sulla valorizzazione dei reflui zootecnici, dei sottoprodotti agricoli e dei rifiuti organici. Il biometano prodotto può essere immesso nella rete del gas o impiegato come carburante per il trasporto pesante.
Tempi e scadenze: la convenzione GSE entro il 30 giugno 2026
Il decreto stabilisce tempistiche stringenti per non perdere i fondi:
- il GSE deve stipulare le convenzioni di concessione entro il 30 giugno 2026;
- gli impianti devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla comunicazione della convenzione, pena la decadenza del contributo.
Come accedere
Le procedure operative saranno definite dal GSE attraverso bandi specifici per ciascuna delle tre linee. Le imprese agricole interessate possono consultare anche il bando Generazione Terra ISMEA 2026 per finanziamenti complementari sull’acquisto dei terreni dove realizzare impianti agrivoltaici.
Per le istruzioni operative consulta il portale ufficiale del GSE.
Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni sul sito ufficiale del GSE e sui decreti attuativi pubblicati in Gazzetta Ufficiale.
