Il credito d’imposta per i beni strumentali avanzati è tornato al centro dell’attenzione delle imprese italiane grazie a una revisione normativa importante. Il Decreto Legge 38 del 27 marzo 2026 ha aggiornato le regole dell’iperammortamento 2026, confermando e in parte ampliando le agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali tecnologici.
Per le PMI e le grandi imprese che stanno pianificando investimenti in automazione, robotica o sistemi 4.0, questa guida fornisce tutte le informazioni necessarie per sfruttare al massimo il beneficio fiscale aggiornato.
Cos’è l’Iperammortamento 2026 e cosa cambia con il DL 38
L’iperammortamento 2026 è il nome con cui viene comunemente identificato il credito d’imposta per beni strumentali 4.0, una misura che consente alle imprese di ottenere un risparmio fiscale proporzionale agli investimenti in macchinari, software e sistemi di automazione avanzati.
Il DL 38/2026, approvato il 27 marzo 2026, ha introdotto due novità rilevanti rispetto alla disciplina precedente:
- Ha esteso il perimetro dei beni ammissibili includendo i sistemi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili direttamente connessi ai processi produttivi
- Ha chiarito le modalità di cumulabilità con altre agevolazioni, in particolare con la Nuova Sabatini e il credito d’imposta Transizione 5.0
Chi può accedere — Requisiti e beni ammissibili
Possono accedere all’iperammortamento 2026 tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione e dal settore di attività, purché in regola con gli obblighi fiscali e contributivi.
I beni ammissibili sono quelli inclusi nell’Allegato A della Legge 232/2016 (beni strumentali materiali 4.0) e nell’Allegato B (beni immateriali 4.0), ovvero:
- Macchinari e impianti ad automazione avanzata con controllo remoto e sistemi di telemisura
- Robot collaborativi (cobot) e sistemi di visione artificiale
- Software, sistemi e piattaforme per la manifattura digitale (CAD/CAM avanzati, digital twin)
- Sistemi per la raccolta e analisi dei dati di fabbrica (Industrial IoT)
- Novità DL 38/2026: impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo integrati nei processi produttivi aziendali
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Aliquote e importi del credito d’imposta 4.0 nel 2026
Il credito d’imposta per beni strumentali 4.0 nel 2026 si articola su tre fasce di investimento:
- 20% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- 10% per la quota di investimenti da 2,5 milioni fino a 10 milioni di euro
- 5% per la quota da 10 milioni fino al limite massimo di 20 milioni di euro
Per i beni immateriali 4.0 (software, sistemi gestionali avanzati), l’aliquota è del 15% per investimenti fino a 1 milione di euro.
Cumulabilità: Transizione 5.0 e Nuova Sabatini
Un aspetto cruciale chiarito dal DL 38/2026 riguarda la cumulabilità con altre agevolazioni:
- Nuova Sabatini 2026: il credito d’imposta 4.0 è cumulabile con il contributo Nuova Sabatini sullo stesso bene, purché la somma non superi il costo del bene stesso
- Transizione 5.0: non cumulabile sugli stessi beni. Se un investimento viene ammesso al credito Transizione 5.0, non può accedere contemporaneamente al credito 4.0. L’impresa deve scegliere quale agevolazione utilizzare
- ZES Unica: cumulabile per gli investimenti nelle zone economiche speciali del Mezzogiorno, con le specifiche limitazioni previste dalla normativa ZES
Come fare domanda e scadenze 2026
A differenza di molte altre agevolazioni, il credito d’imposta per beni 4.0 non richiede una domanda preventiva. Il meccanismo è di tipo automatico:
- L’impresa effettua l’investimento nel bene 4.0 durante l’anno
- Ottiene una perizia tecnica asseverata o una dichiarazione del legale rappresentante che attesta la conformità del bene all’Allegato A o B
- Utilizza il credito in compensazione tramite modello F24, in tre quote annuali di pari importo, a partire dall’anno di entrata in funzione del bene
Per usufruire del credito con le aliquote 2026 aggiornate dal DL 38, gli investimenti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2026.
Conclusione
L’iperammortamento 2026 aggiornato dal DL 38 conferma la volontà del governo di supportare la digitalizzazione e l’automazione delle imprese italiane. Con aliquote fino al 20% e la nuova possibilità di includere impianti energetici rinnovabili, si tratta di una leva fiscale significativa per pianificare investimenti produttivi nel corso del 2026.
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Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale o legale. Le normative potrebbero subire ulteriori variazioni. Si raccomanda di verificare i dati aggiornati con un commercialista o consulente fiscale abilitato.
