Il sostegno pubblico all’internazionalizzazione delle imprese italiane entra nel 2026 con una dotazione rafforzata: SIMEST, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, ha confermato 8,5 miliardi di euro di risorse programmate per il triennio 2026-2028, con un incremento del 20% rispetto al periodo precedente. Una mole di fondi che si tradurrà in finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per le PMI che vogliono espandersi sui mercati esteri.
Il Fondo 394: struttura e linee di intervento
Il principale strumento operativo è il Fondo 394/81, oggi articolato in 6 linee distinte di intervento, ciascuna pensata per una specifica esigenza di sviluppo estero:
- Inserimento mercati esteri: apertura di nuove sedi, uffici, showroom in Paesi target;
- Fiere e mostre internazionali: partecipazione a eventi fieristici e delegazioni;
- Sviluppo e-commerce: realizzazione o potenziamento di piattaforme per la vendita B2C/B2B;
- Certificazioni e consulenze: per ottenere standard internazionali;
- Transizione digitale ed ecologica: investimenti green collegati all’export;
- Studi di fattibilità: analisi di pre-fattibilità di progetti internazionali.
Condizioni finanziarie: tasso agevolato 0,319% da gennaio 2026
Tutte le linee SIMEST prevedono un finanziamento a tasso agevolato pari allo 0,319% dal gennaio 2026, calcolato come 10% del tasso di riferimento UE. Un livello straordinariamente competitivo rispetto al costo del credito ordinario sul mercato, particolarmente significativo in una fase di tassi di politica monetaria ancora elevati.
I limiti dimensionali del finanziamento variano in funzione della dimensione d’impresa e della linea scelta:
- Fino a 500.000 euro per le microimprese;
- Fino a 2,5 milioni di euro per le PMI;
- Massimali più elevati per progetti di transizione o aggregazioni di imprese.
Cofinanziamento a fondo perduto: fino al 20% per il Sud
Oltre al finanziamento agevolato, SIMEST riconosce un contributo a fondo perduto a specifiche categorie di imprese:
- Quota standard: fino al 10% del finanziamento, con un tetto massimo di 100.000 euro, per PMI innovative, a conduzione femminile, giovanili, con sede operativa al Sud o con requisiti di sostenibilità;
- Quota maggiorata al 20% (fino a 200.000 euro): per imprese con sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno o startup innovative che investono sui mercati di Africa, America Centrale e Meridionale, India.
Requisiti di accesso
Per accedere ai bandi SIMEST 2026 le imprese devono rispettare requisiti oggettivi:
- Sede legale e operativa in Italia;
- Almeno due bilanci depositati relativi a due esercizi fiscali completi precedenti la domanda;
- Quota export pari ad almeno il 20% del fatturato, calcolata come media degli ultimi due esercizi;
- Assenza di procedure concorsuali in corso e regolarità contributiva DURC.
Come presentare domanda
Le domande vanno presentate telematicamente sul portale SIMEST (www.simest.it) tramite SPID o CNS del legale rappresentante. L’iter prevede la compilazione del progetto, il caricamento dei bilanci e del piano di internazionalizzazione, e una valutazione di merito da parte del Comitato Agevolazioni. I tempi medi di istruttoria sono compresi tra 60 e 90 giorni a seconda della linea scelta.
Cumulabilità con altri incentivi
I bandi SIMEST sono cumulabili con le agevolazioni ICE (voucher digitali, promozione all’estero), con il Fondo Patrimonio PMI e, per le aree ZES, con il credito d’imposta per gli investimenti produttivi, nei limiti di intensità massima di aiuto previsti dalla normativa europea.
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Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni sul sito ufficiale di SIMEST.
