Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il nuovo ISEE specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione sociale, una riforma che cambia il modo in cui viene valutato il patrimonio immobiliare delle famiglie e amplia l’accesso ai bonus per chi ha figli o un’abitazione di proprietà. Si tratta di una delle modifiche più rilevanti dell’ultimo decennio al sistema dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.
Cos’è il nuovo ISEE specifiche prestazioni familiari
Il nuovo indicatore, introdotto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è un ISEE “parallelo” calibrato per l’accesso a prestazioni a sostegno delle famiglie, dell’inclusione sociale e della genitorialità. Non sostituisce l’ISEE ordinario, ma viene usato per misure specifiche come Assegno di Inclusione, bonus famiglia, agevolazioni asilo nido, contributi sociali a livello regionale e comunale.
L’obiettivo dichiarato del legislatore è duplice: ridurre l’impatto del valore immobiliare della prima casa nel calcolo, premiando chi ha investito nella propria abitazione, e correggere la scala di equivalenza per i nuclei numerosi.
Le novità della franchigia sulla prima casa
La principale novità riguarda la franchigia sul valore IMU dell’abitazione di proprietà. Le soglie aggiornate sono:
- 91.500 euro: franchigia base per l’abitazione principale del nucleo familiare;
- fino a 200.000 euro: franchigia maggiorata nelle aree metropolitane ad alta densità abitativa, come Milano e altri grandi centri urbani in cui i prezzi medi al metro quadro sono più elevati;
- maggiorazione di 10.000 euro per ogni figlio convivente oltre il secondo.
In pratica, una famiglia con due figli che possiede l’unica casa nel centro di Milano può vedersi neutralizzare nel calcolo ISEE valori immobiliari che fino al 2025 facevano scattare soglie penalizzanti per accedere a misure come asili nido convenzionati o sostegni allo studio.
Nuova scala di equivalenza per le famiglie numerose
Il secondo intervento riguarda i parametri della scala di equivalenza, cioè il coefficiente che divide il reddito complessivo per “normalizzare” l’ISEE in base alla numerosità del nucleo. La riforma prevede coefficienti aggiuntivi:
- +0,2 per ogni figlio dopo il secondo;
- +0,3 per nuclei con un componente con disabilità grave;
- maggiorazione specifica per famiglie monogenitoriali con figli minori a carico.
L’effetto pratico è un ISEE più basso a parità di reddito reale per le famiglie numerose, con accesso più ampio a bonus e agevolazioni.
A quali bonus si applica
Il nuovo ISEE specifiche prestazioni familiari è il riferimento per:
- Assegno di Inclusione e Supporto Formazione e Lavoro;
- Bonus Asilo Nido fino a 3.600 euro annui;
- Bonus Nuovi Nati da 1.000 euro;
- Carta Dedicata a Te per la spesa alimentare;
- Bonus bollette sociali e bonus idrico;
- contributi regionali per affitti, libri scolastici e mense.
Per Assegno Unico Universale, prestazioni universitarie e altre misure non legate all’inclusione resta in vigore l’ISEE ordinario.
Come ottenere il nuovo ISEE
La procedura ricalca quella dell’ISEE ordinario:
- compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) sul portale INPS o presso un CAF;
- indicare nella DSU la richiesta di ISEE per “specifiche prestazioni familiari e inclusione”;
- attendere l’attestazione INPS, di norma rilasciata entro 10 giorni lavorativi.
Le famiglie possono ottenere contemporaneamente sia l’ISEE ordinario sia quello specifico, scegliendo di volta in volta il più favorevole per la prestazione richiesta. La validità annuale segue le regole standard: l’ISEE 2026 è valido fino al 31 dicembre 2026.
Chi ci guadagna davvero con la riforma
La riforma premia in particolare:
- famiglie con figli proprietarie dell’abitazione di residenza;
- nuclei residenti in aree metropolitane con valori IMU elevati;
- famiglie numerose con tre o più figli;
- nuclei con persone con disabilità grave a carico.
Restano escluse dal beneficio le famiglie senza figli e i single, per i quali la riforma non introduce vantaggi aggiuntivi rispetto all’ISEE ordinario.
Cosa fare adesso
Chi non ha ancora aggiornato l’ISEE per il 2026 dovrebbe procedere alla nuova DSU il prima possibile, soprattutto se sta valutando l’accesso a prestazioni a sostegno della famiglia. La nuova attestazione è gratuita tramite il portale INPS o presso un CAF convenzionato.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina ufficiale del Ministero del Lavoro e la circolare INPS di attuazione.
Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni sul sito ufficiale dell’INPS o del Ministero del Lavoro.
