L’INPS ha attivato la funzionalità “Chiedi riesame” per le domande del Nuovo Bonus Mamme 2026 che sono state respinte o accolte solo parzialmente. La novità, comunicata con il messaggio INPS n. 1187 del 2 aprile 2026, consente alle lavoratrici madri di rivedere la propria pratica e correggere errori o integrare la documentazione mancante. La scadenza per inoltrare la richiesta è fissata al 2 maggio 2026 per chi ha ricevuto il provvedimento alla pubblicazione del messaggio.

Cos’è il Nuovo Bonus Mamme 2026

Il Nuovo Bonus Mamme è un’integrazione al reddito introdotta dall’articolo 6 del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 2025, n. 118. Si tratta di un sostegno economico destinato alle lavoratrici madri con due o più figli che soddisfano determinati requisiti reddituali e contributivi.

Per il 2026 il bonus prevede un importo mensile di 60 euro per ogni mese lavorato, con un massimale annuo che può arrivare a 720 euro per chi ha lavorato l’intero anno. Il pagamento è previsto in un’unica soluzione a dicembre 2026.

La nuova funzionalità “Chiedi riesame”

La funzionalità rilasciata dall’INPS permette di intervenire sulle domande in tre situazioni differenti:

Domande “Respinte”

Per le domande respinte è possibile chiedere il riesame dell’intera domanda, allegando nuova documentazione, correggendo errori formali o integrando dati mancanti che hanno portato al diniego.

Domande “Accolte”, “Erogazione in corso” o “Concluse”

In questi casi la richiesta di riesame può riguardare esclusivamente i mesi specifici per i quali il bonus non è stato riconosciuto. È possibile aggiungere rapporti di lavoro non rilevati, integrare la documentazione e modificare i dati relativi a quei singoli mesi.

Cosa si può fare con il riesame

Nel concreto, la funzionalità “Chiedi riesame” consente alle interessate di:

  • correggere errori commessi nella compilazione della domanda originaria;
  • integrare o modificare i dati già inseriti;
  • aggiungere rapporti di lavoro non dichiarati in precedenza;
  • allegare documentazione a supporto, esclusivamente per i mesi oggetto di riesame.

Requisiti per il Bonus Mamme 2026

Per accedere al beneficio le lavoratrici devono possedere i seguenti requisiti:

  • essere madri di almeno due figli, con il più piccolo che non abbia compiuto 10 anni (in caso di tre o più figli, il beneficio si estende fino al 18° anno dell’ultimo nato);
  • avere un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui;
  • essere lavoratrici dipendenti (escluso il lavoro domestico) o autonome iscritte a casse previdenziali, artigiane e commercianti iscritte alla Gestione INPS.

Scadenze: 30 giorni dal provvedimento

La richiesta di riesame deve essere presentata entro 30 giorni dalla data di ricezione del provvedimento di diniego o di accoglimento parziale. Per chi ha ricevuto la comunicazione contestualmente alla pubblicazione del messaggio 1187 del 2 aprile 2026, il termine ultimo è il 2 maggio 2026.

Come accedere alla funzionalità

Le domande e le richieste di riesame sono accessibili sul sito istituzionale www.inps.it seguendo questo percorso:

Sostegni, Sussidi e Indennità → Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità → Per genitori → Vedi tutti i servizi → Nuovo Bonus mamme.

L’accesso richiede SPID, CIE o CNS. Le richieste possono essere presentate anche tramite Patronato.

Approfondimenti correlati

Per chi è interessata ai sostegni alle lavoratrici madri, segnaliamo anche la guida al Bonus Maternità 2026 esteso anche alle lavoratrici autonome, e la procedura aggiornata per il Bonus Nuovi Nati 2026, con domande aperte dal 14 aprile.

Cosa succede dopo il riesame

Una volta inviata la richiesta, l’INPS valuta nuovamente la documentazione integrata e comunica l’esito del riesame attraverso lo stesso canale del provvedimento iniziale. In caso di accoglimento, l’importo viene erogato secondo le tempistiche già previste per il pagamento del bonus, fissato a dicembre 2026.

Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni sul sito ufficiale dell’INPS prima di procedere con la domanda.