A partire dal 31 marzo 2026, le imprese localizzate nelle aree del Mezzogiorno e in alcune zone del Centro Italia possono presentare la comunicazione per accedere al credito d’imposta ZES Unica 2026, uno degli strumenti di agevolazione fiscale più rilevanti previsti dall’attuale normativa italiana a sostegno degli investimenti produttivi.
Con una dotazione complessiva di 2,3 miliardi di euro per il 2026 — a cui si aggiungono ulteriori risorse per gli anni 2027 e 2028 — la misura si configura come una delle più significative nell’ambito della politica di coesione territoriale nazionale ed europea. La finestra per la presentazione delle domande è aperta dal 31 marzo al 30 maggio 2026 tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.
Le informazioni riportate hanno finalità puramente informative e non costituiscono consulenza finanziaria o fiscale. Per valutazioni specifiche relative alla propria situazione aziendale, è opportuno rivolgersi a un consulente fiscale o commercialista abilitato.
Che cos’è la ZES Unica e Perché È Rilevante
La Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno (ZES Unica) è stata istituita con il Decreto-Legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 13 novembre 2023, n. 162. La misura ha accorpato in un unico regime agevolativo le precedenti ZES regionali, offrendo un quadro normativo più semplice e omogeneo per tutte le regioni meridionali e per alcune aree del Centro Italia colpite da eventi sismici o in transizione industriale.
Il credito d’imposta ZES rientra nel quadro degli aiuti di Stato a finalità regionale, disciplinato dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 approvata dalla Commissione europea. Si tratta, pertanto, di uno strumento soggetto alle normative europee in materia di aiuti di Stato, il che implica il rispetto di specifici limiti e procedure.
L’obiettivo della misura è incentivare gli investimenti produttivi nelle aree svantaggiate del Paese, riducendo il divario strutturale tra Sud e Nord Italia attraverso l’abbattimento del costo fiscale degli investimenti in beni strumentali, impianti e immobili a uso produttivo.
Le Regioni Coperte dalla ZES Unica 2026
La ZES Unica comprende le seguenti regioni e aree territoriali, identificate nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027:
- Calabria
- Campania
- Puglia
- Sicilia
- Basilicata
- Molise
- Sardegna
- Abruzzo (zone assistite)
- Marche (zone del sisma 2016)
- Umbria (zone del sisma 2016)
Va precisato che non l’intero territorio di ciascuna regione è necessariamente incluso nelle zone assistite: la presenza o meno di un’unità produttiva all’interno delle aree eleggibili deve essere verificata attraverso il Registro delle aree ZES disponibile sul sito istituzionale della Struttura di Missione ZES (www.strutturazes.gov.it).
Le Aliquote del Credito d’Imposta per Regione e Dimensione Aziendale
Le percentuali di credito d’imposta variano in funzione di due parametri principali: la regione in cui è localizzato l’investimento e la dimensione dell’impresa beneficiaria. La classificazione dimensionale segue i parametri comunitari previsti dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione europea.
Regioni Obiettivo 1 — Massima agevolazione (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia)
| Dimensione Impresa | Aliquota Credito d’Imposta |
|---|---|
| Grande impresa | 40% |
| Media impresa | 50% |
| Piccola impresa | 60% |
Regioni con agevolazione intermedia (Basilicata, Molise, Sardegna)
| Dimensione Impresa | Aliquota Credito d’Imposta |
|---|---|
| Grande impresa | 30% |
| Media impresa | 40% |
| Piccola impresa | 50% |
Zone a transizione (Abruzzo, Marche, Umbria)
| Dimensione Impresa | Aliquota Credito d’Imposta |
|---|---|
| Grande impresa | 15% |
| Media impresa | 25% |
| Piccola impresa | 35% |
Zone a Transizione Giusta: Taranto e Sulcis — fino al 70%
Per le aree incluse nel Fondo per una Transizione Giusta — in particolare la zona di Taranto (Puglia) e il Sulcis (Sardegna) — le aliquote sono ulteriormente elevate, con un massimale del 70% per le piccole imprese, in ragione delle specifiche criticità socioeconomiche di questi territori.
Budget Disponibile: 2,3 Miliardi nel 2026 e Risorse per il Triennio
La dotazione finanziaria complessiva prevista per la ZES Unica è strutturata su base pluriennale:
- 2026: 2,3 miliardi di euro
- 2027: 1 miliardo di euro
- 2028: 750 milioni di euro
Gli Investimenti Ammissibili: Cosa Può Essere Finanziato
La misura è destinata a sostenere l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive localizzate nelle aree ZES. Gli investimenti ammissibili comprendono:
- Macchinari e impianti nuovi destinati all’attività produttiva
- Attrezzature strumentali all’attività dell’impresa
- Terreni e immobili strumentali, con il limite che il loro valore complessivo non superi il 50% del totale dell’investimento agevolabile
- Beni destinati sia a strutture produttive già esistenti sia a strutture di nuova realizzazione
L’investimento minimo richiesto per accedere alla misura è fissato a 200.000 euro, mentre il tetto massimo agevolabile per ciascun progetto di investimento è di 100 milioni di euro. I beni acquisiti devono rimanere operativi nella struttura produttiva per un periodo minimo di 5 anni (o 3 anni per le PMI).
Chi Può Accedere: Requisiti Soggettivi
Possono presentare domanda per il credito d’imposta ZES Unica 2026 le imprese di qualsiasi forma giuridica e dimensione che operano nelle zone assistite della ZES Unica, non si trovano in stato di liquidazione, rispettano le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sono in regola con i versamenti previdenziali (DURC regolare) e non sono destinatarie di ordini di recupero di aiuti di Stato precedentemente dichiarati illegittimi.
I Settori Esclusi
Non possono accedere alla misura le imprese che operano nei seguenti settori: industria siderurgica e del carbone, lignite, infrastrutture di trasporto, produzione e distribuzione di energia, banda larga nelle aree già servite, settore bancario/finanziario/assicurativo. La produzione primaria di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura seguono un regime separato dedicato.
La Procedura di Accesso: Come Presentare la Domanda
Prima fase — Comunicazione preventiva (31 marzo – 30 maggio 2026)
Le imprese devono presentare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il 30 maggio 2026, indicando le spese già sostenute dal 1° gennaio 2026 e quelle pianificate entro il 31 dicembre 2026. La trasmissione avviene esclusivamente in via telematica tramite il software gratuito disponibile su www.agenziaentrate.gov.it.
Seconda fase — Comunicazione integrativa (3 – 17 gennaio 2027)
Entro il 17 gennaio 2027, le imprese certificano le spese effettivamente sostenute. Gli importi non possono superare quelli della comunicazione preventiva. Entro dieci giorni, l’Agenzia delle Entrate riconosce il credito, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.
Il Meccanismo di Riparto e il Rischio di Riduzione del Credito
Un elemento critico da considerare è il meccanismo di riparto proporzionale: se le richieste aggregate superano il budget disponibile, il credito viene ridotto proporzionalmente per tutti. Nell’edizione 2025, l’Agenzia delle Entrate ha applicato un coefficiente di riparto pari al 60,3811%, significando che le imprese hanno ricevuto circa il 60% del credito richiesto. Per il 2026, con budget di 2,3 miliardi, il rischio rimane concreto e deve essere considerato nella pianificazione finanziaria.
Cumulabilità con Altri Incentivi
Per gli investimenti in macchinari e beni strumentali fino a 2,5 milioni di euro, è possibile beneficiare anche dell’iper-ammortamento per i beni 4.0 (art. 7 DL n. 38/2026), che riconosce una maggiorazione del costo fino al 180% ai fini fiscali, con un ulteriore risparmio stimabile intorno al 17%. La cumulabilità con la Nuova Sabatini va verificata caso per caso da un professionista abilitato.
Confronto con l’Edizione 2025: Le Principali Novità
- Budget aumentato: 2,3 miliardi nel 2026 rispetto all’anno precedente (dove il riparto si fermò al 60,38%)
- Triennalità confermata: la misura è strutturata su 2026-2028 per maggiore certezza di programmazione
- Aliquote confermate: percentuali invariate rispetto al 2025
- Settore agricolo separato: rifinanziato con 50 milioni di euro dalla Legge di Bilancio 2026
Considerazioni Pratiche per le Imprese Interessate
Per le imprese che intendono accedere alla misura nel 2026, è opportuno avviare le verifiche preliminari senza attendere la scadenza del 30 maggio 2026. Le attività preparatorie da considerare — sempre in accordo con il proprio consulente fiscale — includono: verifica della localizzazione nelle aree ZES su www.strutturazes.gov.it, classificazione dimensionale dell’impresa secondo i parametri europei, stima dell’investimento entro il 31 dicembre 2026 (minimo 200.000 euro), verifica della natura dei beni, regolarità contributiva (DURC) e valutazione del rischio di riduzione proporzionale del credito.
Conclusione
Il credito d’imposta ZES Unica 2026 rappresenta uno strumento di agevolazione fiscale di rilevante entità per le imprese localizzate nelle aree del Mezzogiorno e in alcune zone del Centro Italia. Con aliquote fino al 60-70% degli investimenti agevolabili e una dotazione di 2,3 miliardi di euro, la misura si inserisce in un quadro di politica industriale orientato alla riduzione dei divari territoriali del Paese. L’apertura delle domande dal 31 marzo 2026 richiede preparazione anticipata: come dimostrato dal 2025, il rischio di riduzione proporzionale è concreto.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno natura puramente informativa e descrittiva. Non costituiscono consulenza fiscale, legale o finanziaria. Per qualsiasi valutazione relativa alla propria specifica situazione, si raccomanda di consultare un commercialista o un consulente esperto in finanza agevolata.
