Con la risposta a interpello n. 29 del 10 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche i contribuenti che applicano il regime forfettario possono fruire del credito d’imposta previsto dalla Legge 162/2024 per gli investimenti nel capitale di startup e PMI innovative. La novità apre il bonus a una platea molto ampia di lavoratori autonomi e professionisti che fino a oggi erano di fatto esclusi dal meccanismo della detrazione IRPEF.
Cosa prevede la Legge 162/2024 sugli investimenti in startup innovative
La normativa riconosce agli investitori persone fisiche una detrazione IRPEF del 50% dell’importo versato nel capitale sociale di startup o PMI innovative iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese, fino a un tetto massimo di investimento di 100.000 euro per periodo d’imposta. L’investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni, pena la decadenza del beneficio.
Il nodo forfettari: perché serviva un chiarimento
I contribuenti in regime forfettario non versano IRPEF ordinaria ma un’imposta sostitutiva pari al 15% (o al 5% per le nuove attività). Questo li aveva di fatto esclusi dall’utilizzo della detrazione del 50%, pensata originariamente per essere scomputata dall’imposta lorda IRPEF. L’interpello n. 29/2026 scioglie il dubbio: per i forfettari la detrazione si converte automaticamente in credito d’imposta.
Come si utilizza il credito d’imposta
- In dichiarazione dei redditi, per abbattere eventuali imposte dovute
- In compensazione orizzontale tramite modello F24
- Anche in compensazione con il debito per imposta sostitutiva del regime forfettario
Requisiti per l’investimento agevolato
Perché l’operazione sia agevolata, la società beneficiaria deve essere:
- Una startup innovativa iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese, entro il terzo anno dall’iscrizione
- Oppure una PMI innovativa, per gli investimenti ammissibili
L’investimento deve essere effettuato direttamente nel capitale sociale o tramite fondi OICR specializzati, e va mantenuto per almeno tre anni.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2026
Dal 2026 non è più disponibile la precedente detrazione del 30% applicabile al di fuori del regime de minimis, in seguito alla mancata proroga dell’autorizzazione europea. Resta pienamente operativa la detrazione del 50% in regime de minimis, confermata dalla Legge 162/2024.
Come presentare la richiesta
I contribuenti forfettari devono indicare il credito d’imposta nel quadro della dichiarazione dei redditi, allegando la documentazione che attesta l’investimento nel capitale della startup o PMI innovativa. Per la compensazione tramite F24 è necessario utilizzare il codice tributo dedicato. Si consiglia di consultare il portale dell’Agenzia delle Entrate per la modulistica aggiornata.
Impatto per investitori e startup
L’apertura ai forfettari amplia significativamente il bacino di potenziali investitori nelle startup italiane. Le startup italiane possono combinare l’apporto di capitali privati con misure dedicate come Smart&Start Italia 2026, che offre fino a 1,5 milioni di finanziamento a tasso zero. Per le imprese innovative alla ricerca di capitali, significa un allargamento della platea di privati che possono partecipare ai round di finanziamento con un incentivo fiscale concreto.
Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione. Verificare sempre le condizioni sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
